la metamorfosi del centrodestra

Confesso che in questi mesi di soggiorno a Roma ho vissuto sulla mia pelle la metamorfosi del centrodestra con sensazioni di forte perplessita’ e incredulita’. Attriti o incomprensioni, prese di distanza teatralmente sempre piu’ nette fino alla lacerazione. Cresciuta in un ambiente non ideologizzato ma intriso dei contenuti di valori chiari ed univoci che mi sono stati trasmessi dai miei genitori, ho imparato presto che, la’ fuori, nell’educazione accademica e nella societa’ in generale, la natura e la logica dei principi fondamentali di riferimento spesso difettava in coerenza tra l’applicazione generale e l’affermazione pratica degli stessi. Ma cosi’ e’ nella natura umana quando la si osserva nel suo insieme con una macro lente, ancor di piu’ quando si cerca di interpretare le dinamiche che ne determinano l’evoluzione. Un esperto sociologo della politica avrebbe vita facile a ricondurre all’impronta che Berlusconi ha affondato nella societa’ italiana il dipanarsi delle realizzazioni di interesse generale, conseguite o mancate. Abbiamo passato gli ultimi 16 anni a schierarci pro o contro questo personaggio a vocazione di protagonismo assoluto. Come se le sorti della nostra collettivita’ nazionale dipendessero principalmente dal suo destino. Al Congresso fondativo del PDL ci eravamo arrivati non senza spirito di sacrificio, avendo dovuto rinunciare alla casa precedente. Ma ci confortava la speranza e l’ambizione di partecipare veramente ad una svolta importante, storica oserei dire, portando con noi il rispettivo patrimonio di idee e principi per arricchire tutti insieme la nuova casa. Nel progetto politico del PDL ci credevamo, era ed e’ una necessita’ per l’Italia il dotarsi di un moderno partito moderato e liberale, a livello europeo, ispirato, nella sua essenza, all’eredita’ socio-culturale di Destra. Berlusconi fu acclamato leader perche’ rappresentava una garanzia di entusiasmo, applicato con tenacia, fino alla consacrazione del successo delle proprie imprese. L’uomo partito era stato inventato. “Amami o odiami Italia. Sono la magica incarnazione del ‘potere’. Legittimato a difendermi contro ogni tentativo di sovvertire il consenso umano e divino che continuo a mietere nonostante, o paradossalmente grazie, agli attacchi dei miei detrattori che sono percio’ soprattutto i vostri nemici”. E la storia ci ha appassionato, nel bene o nel male, perche’ le vicende del Divo Silvio hanno saputo assorbire la nostra attenzione ad ogni nuovo colpo di scena. E cosi’ non smettera’ di essere, fino a quando riuscira’ a magnetizzare su se stesso la maggioranza parlamentare. Cosa ha a che fare tutto cio’ con il bipolarismo con il quale si voleva affermare una sana democrazia dell’alternanza? Se un solo uomo puo’ raccontare, in positivo e in negativo, la storia di un Paese, dov’e’ il resto della gente? Nei mesi passati, la lotta politica e’ degenerata in un’apparentemente incomprensibile faida interna. Finche’ l’avversario era di centro-sinistra sembrava perfino salutare, ma lo scontro tra i co-fondatori del progetto politico PDL ha spiazzato molti italiani. Cos’e’ diventato il Centro Destra e cosa ne e’ stato del Centro Sinistra? E’ utile la nascita di un Terzo Polo o e’ solo la nuova veste dell’anti-berlusconismo? Tutto scorre in natura. L’era Berlusconi pure dovra’ risolversi. E cosa rimarra’ sul campo di battaglia per gli italiani? La politica non nasce e muore con un individuo. E’ il suo tempo e nessuno puo’ prevedere quanto ancora Berlusconi monopolizzera’ la scena con la piu’ caparbia delle ostinazioni. Ma il futuro bussa gia’ alle nostre porte, perche’ e’ oggi che se ne gettano le basi. Immaginare il Futuro che vogliamo non e’ tradimento, e’ lungimiranza. Non e’ dissenso sterile, e’ responsabilita’. Non e’ vantaggi attuali, e’ sacrificio per un godimento futuro. Non e’ protagonismo individuale, e’ rispetto per la societa’ civile. Non e’ stravolgimento delle Istituzioni, e’ impegno a tessere la sostanza delle Riforme il piu’ ampiamente e consapevolmente condivisa. Si puo’ perdere qualsiasi battaglia, alleati e risultati immediati, quando si affronta con determinazione un processo rigenerativo profondo. Ma mai si potra’ rinunciare alla Liberta’ di immaginare un Futuro fatto di partecipazione. Perche’ la gente che non e’ interessata ai melodrammi dello scontro super emozionale al vertice esiste e costituisce una fascia della popolazione sempre piu’ numerosa. Oltre il 40% di elettori si sono sentiti esclusi dalla rappresentanza politica per assenza di un progetto credibile. Non possono rimanere inascoltati a lungo.

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