Mirabello: pieno di giovani leali e propositivi

Sole caldo, atmosfera agreste di fine estate tra frutteti di pere e mele. Ci si ritrova a Mirabello, dopo un anno di percorso, marcato da momenti di grande coraggio nell’affrontare i prevedibili sacrifici e dalle notevoli difficolta’ a restare uniti di fronte ad una prova che richiedeva fede e tenacia.
Succede, che si perdano compagni di viaggio, quando ci si allontana da un leader imponente che pur avendo perso forza di attrazione gravitazionale rispetto agli obiettivi indicati e ai valori dichiarati non e’ stato disposto a sminuire il proprio dominio sottoponendo la visione da lui proposta al confronto interno. Tantomeno a rinunciare al potere di controllo sulla ‘sua’ maggioranza, persone direttamente scelte affinche’ gli assicurassero la propria permanenza al potere, non certo per rappresentare l’interesse della Nazione. Qualcuno ha ceduto a lusinghe e vantaggi, qualcun altro aveva fatto male i propri calcoli, qualcun altro ancora e’ stato attaccato sul filo del rasoio. Scopriamo che il Governo Italiano ha cosi’ donato 6 navi guardacoste, del valore di 100 milioni di euro, all’isoletta caraibica di Santa Lucia, quella il cui ministro ha convalidato la veridicita’ sui documenti del trasferimento della proprieta’ dell’appartamento di Montecarlo! Ci possiamo chiedere se fosse un ringraziamento per il soddisfacimento di un interesse specifico fatto per di piu’ pagare agli italiani? E per cosa poi? Le ragioni delle strategie della politica possono richiedere un’operazione che si doveva tenere riservata, dato gli scopi delicati ai quali tale appartamento era stato riservato. La nobidonna romana che lo ha lasciato “a Fini e al partito per portare avanti la causa” aveva compiuto un atto lucido e consapevole di grande fiducia e di alti intenti. E la fiducia si matura nel tempo e nella consistenza del comportamento, cosi’ come valutato conoscendosi bene e personalmente.
Nelle giornate di Mirabello pero’, non posso pero’ fare a meno di chiedermi cosa sia oggi questo partito. Mirabello quest’anno mi e’ sembrata in generale povera di nomi di grande richiamo e di scenografie hollywoodiane: ma c’e’ qualcosa che non avevo mai visto prima. Giovani, giovanissimi, militanza pura, volontariato che ti porta a letto la sera sfinito: monta quello stand, porta via i sacchi dell’immondizia, sistema quel microfono, vendi le magliette… aspetta con pazienza il tuo turno nei dibattiti per misurare la validita’ delle tue idee, delle tue proposte, della tua analisi, delle tue soluzioni. Ogni giorno dibattiti, tematiche, e poi ancora discussioni.
Non immaginavo potesse essere cosi’ intensa la partecipazione dei giovani, specie tenuto conto della definizione di ‘bamboccioni’ con la quale qualuno li ha superficialmente crocefissi. Sono i condannati alla precarieta’, ma nulla richiama la rappresentazione di un’Italia peggiore. E mi fa davvero riflettere.
In un’Italia pensata per una popolazione demograficamente sempre piu’ anziana, con una forte incidenza di pensioni, sanita’ e assistenza sulla spesa pubblica, pochissimi investimenti nelle infrastrutture, chiusa in feudi di privilegi e caste di vario genere, senza stimoli alla ricerca e innovazione, in costante emorragia di laureati che emigrano per non sbattere la testa al muro, avvelenata da un debito pubblico ormai superiore al 120% rispetto al PIL, e con un tasso di sviluppo fortemente negativo: crescita ferma allo 0.5% annuo mentre l’indebitamento netto cresce ormai ben oltre il 4% annuo. Non parliamo di crisi globale e di tenuta di conti. E’ una tendenza negativa che dura da oltre 10 anni. La verita’ e’ che cosi’ come sono state impostate le scelte politiche in Italia si e’ sempre piu’ poveri. E non abbiamo certamente toccato il fondo. L’economia italiana sta soffrendo enormemente per difetto strutturale e chi ne paga le conseguenze sono soprattutto i nostri figli.
Ho sentito un ragazzo assumere l’impegno di far fronte comunque all’enorme debito accumulato dai genitori e nonni, e nello stesso tempo incitare la sua audience a fare altrettanto. Quanta lealta’ di fronte ad una generazione che li ha derubati del loro futuro. Ma almeno quei ragazzi a Mirabello stavano conquistando l’unica possiblita’ di rendersi consapevoli del loro destino: partecipando, informandosi, scambiandosi opinioni.
E’ un partito da inventare FLI, il Presidente autosospeso, Fini, ha un ruolo istituzionale che lo limita nell’azione ma che non gli impedisce di esserne il mentore. Un Presidente vicario, Bocchino, giovane, energico disponibile. Un’organigramma ancora da definire e sul campo! aperto quindi a premiare impegno ed entusiasmo. Gli opportunisti sono distratti altrove.
E’ l’unico partito adesso che puo’ colmare quel vuoto assoluto di rappresentanza di quella classe sociale cosi’ mortificata e snaturata della sua enorme importanza. A 16 anni si puo’ essere gia’ protagonisti! Afferrate al volo questa opportunita’ ragazzi e ragazze! createlo a vostra tutela, definitelo, cominciate a pretendere! insieme e a gran voce. Che non sia una ripetizione del 68. Mantenetevi saldi e guardinghi. Fidatevi innanzitutto di voi stessi e di quello che potete ottenere. Siete la generazione internet, potete riuscire la’ dove hanno fallito i ragazzi di allora e ribaltare voi soli le sorti dell’Italia. Federica Polegri

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