l’attacco sessista degli impotenti

Il rapporto sessuale e’ il simbolo ancestrale del potere. A rafforzare questa mia convinzione e’ la ricorrente pratica di attacco sessista sferzato sulle donne che intraprendono la carriera politica o piu’ semplicemente si affacciano alla piu’ alta gerarchia dirigenziale.
Un atteggiamento denigratorio facilone e ricorrente sembra cercare la propria giustificazione culturale nella tradizionale ripartizione  dei ruoli che rispecchiavano la naturale quanto necessaria distribuzione organizzativa di una societa’ semplice, dove  la donna godeva di una posizione di ‘privilegio’ e protezione dovuta alla strategica delicatezza della sua funzione riproduttiva e cura dell’infanzia. In quel contesto, ne risultava quasi ovvia la conseguente dipendenza economica e giuridica.

Le grandi trasformazioni socioeconomiche, specie indotte da grandi guerre, carestie, epidemie, rivoluzioni tecnologiche, hanno richiesto una sovrapposizione di competenze tale da confondere le aspettative dei rapporti sociali basati sulle identita’ tradizionalmente definite. E la diffusione della comunicazione di massa ha messo in luce anche tutti quei casi in cui la vulnerabilita’ della donna non era sempre tutelata, anzi semmai spesso fortemente penalizzata.

Cosi’ oggi, in una era di globalizzazione e informazione capillare, anche la distribuzione dei ruoli e’ in fase di assestamento. Chi puo’ onestamente dire di avere le idee chiare su che tipo di modello sociale siamo creando? e’ una fase caotica, dove il conflitto tra generi e’ acutizzato in mille aspetti. La famiglia non e’ piu’ la cellula primaria della societa’, e’ semmai una staminale eclettica, che prende l’aspetto che la forza intrinseca gli consente. Famiglie basate su un contratto, famiglie di fatto, famiglie dello stesso genere, famiglie temporanee, famiglie spezzate e ricucite, famiglie estese o unitarie, famiglie flessibili ed adattabili.

Il sesso e’ il collante e al tempo stesso l’elemento disintegratore. Le emozioni che ne derivano o che lo determinano, nell’inconscio collettivo caratterizzano anche i comportamenti sociali pubblici. Cosi’ hai il giornalista ultra conservatore, misogino ad uso e consumo diffamatorio, Alan Jones, che qui in Australia se la prende con la Primo ministro donna, Julia Gillard, di concerto con la stessa attitudine del leader dell’opposizione, Tony Abbott. Grande rivolta di sdegno generale e contrattacco al sessismo maschilista, vanificato poi da una trappola tesa ad arte allo Speaker della House of Representative, Peter Slipper, stesso partito, il Laburista, della PM, colto a comunicare via sms in modo ancora piu’ denigratorio contro le donne. E li’ la sconcertante rivelazione. La Primo Ministro cerca di difendere i suoi risicati numeri parlamentari provando a salvarlo da una mozione di sfiducia liberale per obbligarlo ad abbandonare la sua carica, mettendo da parte i nobili principi e scatenando una battaglia personale contro i difettacci politicamente scorretti degli oppositori: loro sono peggio! Risultato scontato? lo Speaker si salva si per un solo voto dalla mozione, ma si dimette subito dopo per ovvia vergogna con tanto di discorso di addio in lacrime. Gli succede una Speaker donna Anna Burke.

L’attacco denigratorio di genere perche’ si perpetra cosi’ facilmente? Perche’ trova la sua radice proprio nel nucleo piu’ piccolo del confronto umano, quello naturale presente in una relazione di coppia. l’opinione pubblica si e’ scatenata in questi giorni in un marasma di commenti e rivendicazioni, su questo o quell’aspetto, ma sostanzialmente c’e’ un elemento critico che riassume tutto l’atteggiamento. La societa’ sta cambiando ed e’ a causa della comparsa sulla scena delle donne che l’ordine costituito viene sfidato e la presenza delle donne nei fatti “destroy the joint”.  Ma e’ poi cosi’ sbagliato?

No. Penso infatti che, sullo sfondo, la societa’ intera ha bisogno di riassestarsi su principi concreti e validi per tutti. Esiste un bagaglio ereditato da un modello di societa’ che non e’ piu’ rispondente alle esigenze attuali, che implicano lo  sfruttare al massimo tutte le sue potenzialita’. La partecipazione alla vita pubblica delle donne e’ una risorsa estremamente utile che va valorizzata e ci dobbiamo adoperare per rimuovere quegli ostacoli invisibili che animano l’inconscio collettivo e determinano ostacoli al godimento delle pari opportunita’ di genere e quindi ad una societa’ piu’ equa e collaborativa. Per quanto il cambiamento possa essere percepito come fattore di disturbo e generi resistenze, puo’ anche infatti portare invece ad un generale innalzamento della qualita’ di vita arricchendo la competizione e ampliando gli orizzonti del merito. Per questo motivo e’ importante attenersi strettamente alla difesa del principio in se’. Guai ad usarlo con un valore ambivalente ed ambiguo. L’attacco sessista colpisce infatti, in diversi modi e ambiti, entrambi i generi. E va combattuto perche’ costituisce una distorsione alla dignita’ della persona umana in tutte le sue espressioni.

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