rottamiamo o sfasciamo direttamente?

 

Ogni crisi si sa porta con se’ un rinnovamento. E’ una necessaria conseguenza logica che sta li’a denunciare difetti strutturali del sistema vigente. Cosa succede pero’ in Italia? e’ cominciata la corsa a chi riuscira’ a restare a galla, e per farlo il modo piu’ sicuro e’ riuscire a buttare giu’ l’altro per primo. Non basta accapigliarsi come in ogni decente competizione elettorale, eh no, qui si fa sul serio! La parola d’ordine e’ sfasciare. Piu’ popolare del sofisticato rottamare, piu’ consona alla congiuntura internazionale, piu’ vendicativa di una rivalsa ideologica. Come una catastrofe naturale  e’ inevitabile.

Ma chi riuscira’ ad emergere? La lotta per la parita’ di genere, che ci vede all’avanguardia tra i Paesi.. in via di sviluppo, partorira’ qualche bel volto fotoshoppato dalle cure estetiche? O si investira’ piuttosto su un altro tipo di genere: quello anomalo dei giovani non troppo allo sbaraglio? I vivai dei partiti, o meglio, dei movimenti di varia connotazione sociale, straboccano di appassionati della conquista dei media imperanti nella societa’ della disinformazione. Eletti spesso in liste civiche trasversali a livello locale sono merce di scambio con le vecchie cariatidi esperte di lotte parlamentari all’ultimo colpo di interessi piu’ o meno dichiarati. Dal porta a porta dei vicini di casa, non e’ sempre facile passare al ‘porta a porta’ televisivo. Cosa ci vuole allora?

Stomaco forte, di quelli che hanno una folta capigliatura. Sorriso accattivante e soprattutto tanta ma tanta voglia di sfasciare. Cosa? ma l’apparato innanzitutto! anche perche’ in Italia da sfasciare c’e’ rimasto poco. E quindi, dopo la gara della precedente tornata elettorale per fondare il partito unico di destra o di sinistra adesso si e’ alla tendenza opposta. Almeno qualcosa nell’ambito politico italiano cambia.

Qualcuno azzarderebbe a chiedere piu’ spazio per la rappresentanza della meta’ del cielo che di solito veste in gonnella? e a chi mai la dovremmo chiedere se non a noi stesse? Niente piu’ partiti, niente figuraccia sui nominati che oscurano pesantemente la possibilita’ che una femminuccia possa uscire dal ruolo di accompagnatrice o di musa. La povera Polverini d’altra parte, dopo aver fatto sfoggio di caratteraccio mentre al governo della sua regione, si e’ aggrappata al suo tavolo per tentare di negoziare un prossimo ruolo che non la rimandi a casa a cucinare torte, se mai l’ha fatto.La Moratti sta ancora piangendo dopo l’esperienza di Milano, e la Serracchiani non e’ piu’ una giovane promessa. Mi viene quasi da rimpiangere l’inamovibilita’ della Jotti, che lei si ci sapeva fare, avendo fatto sbolognare la moglie di Togliatti per rimpiazzarla seriamente in tempi in cui ancora si gridava allo scandalo. Ma che dire dell’ultima uscita dell’inossidabile Santanche’? sfasciamo dunque anche quello che resta del PDL, che tanto e’ piuttosto agonizzante come progetto, ma fare l’occhiolino a Grillo mi sembra quanto mai una mossa astuta da sfascista anche del movimento di protesta di moda pret a gouverner.

Chi prevede una Todini a Roma, chi una Prestipino, ma la Prestigiacomo dove la lasciamo? Governatrice della Sicilia suonerebbe benone? Donne e politica. Si puo’ essere meno arcigne di una grinzosissima Fornero o meno determinate di un’altra mai eletta la straricca quanto abile Severini? Chissa’ cosa serve perche’ una donna comune arrivi a tali onori da poter far sentire la voce in Parlamento anche delle donne italiane che non si sentono solo madri, mogli, o figlie?

Berlusconi qualche tentativo di ringiovanire ed abbellire quel luogo sacro quanto teatrale che e’ il Parlamento italiano lo ha fatto, ma che cosa ne e’ uscito fuori? In Italia non serve nemmeno il femminismo. Le donne non hanno consapevolezza di nessuna forza di ‘genere’. Sono di solito le prime nel volontariato e nei sacrifici, ma non arrivano ad occupare spazio di potere fuori dalle mura di casa e lavoro. Troppo dura la’ fuori? O troppo oscura la mentalita’ tribale vigente?

Si possono pero’ sfasciare piatti in momenti di ordinaria insubordinazione. Resta pero’ aperta la sfida. Belle idee costruttive nascono sempre dalla lungimiranza di chi ha bisogno di far quadrare il bilancio in famiglia, e non solo quello sempre  piu’ difficile delle finanze, ma soprattutto quello degli affetti. In un modno ancora valutato solo in termini di PIL, la qualita’ della vita di un popolo intero resta ancora nelle mani delle donne.

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