la penisola che non c’e’

“Son d’accordo con voi, non esiste una terra dove non ci son santi ne eroi
e se non ci son ladri,
se non c’e’ mai la guerra,
forse e’ proprio l’isola che non c’e’
e non e’ un’invenzione e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perche’
poi la strada la trovi da te”
“…E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perche’
chi ci ha gia’ rinunciato e ti ride alle spalle
forse e’ ancora piu’ pazzo di te”
Una vecchia canzone di Edoardo Bennato, un cantautore fortissimo negli anni 70 che potrebbe benissimo essere la reincarnazione di Socrate o Dante, o tutti e due.
La realta’ cruda della nostra societa’ cantata nella poesia delle favole.
Siamo la penisola che non c’e’.
Ognuno di noi ha un patrimonio umano con il quale misurarsi nella propria esperienza di vita.
Sogni e ambizioni, che elevano i nostri bisogni fisiologici da necessita’ di puro sostentamento all’indispensabilita’ del lusso, che non e’ una semplice descrizione estetica, per qualcuno sfiora quell’unica rarita’ che puo’ appartenere a te solo.
La ricerca di quel bene prezioso con il quale identificarsi assertivamente per simboleggiare la concretezza del proprio potere.
Essere o avere a quel punto non si distinguono piu’.
E un sensazionalismo ostentato con nonchalance, perche’ l’umilta’ e’ l’arma di conquista sociale piu’ efficace.
L’umilta’ protegge e penetra.
L’umilta’ giustifica perfino l’avidita’ perche’ la trasfoma in un abbraccio al divino, tanto caldo quanto i tanti sforzi sono portati a realizzazione.
Nella penisola che non c’e’, morale ed etica non si incontrano in un confronto, non si mettono alla prova per generare una sintesi.
Nella penisola che non c’e’, bolle un minestrone di chiacchiere contraddittorie e la rete le rende verita’ assolute, come quella che educa la massa a credere che uno Stato sovrano possa battere la propria moneta senza indebitarsi con nessuno. E che pertanto possa esimersi dal vendere i propri titoli all’estero e quindi fregarsene dello spread e delle agenzie di rating.
In quanti si sono riempiti la bocca di queste affermazioni senza averne una benche minima comprensione delle implicazioni che ne seguono o precedono? non ci si forma economisti leggendo un bell’articolo demagogico propagandistico, si studia anni e si diventa filosofi o si va allo Zecchino d’Oro da Mago Zurli.
La relazione tra una variabile – la moneta – che ha una particolarita’ assoluta, quella di distorcersi a seconda dell’uso ‘etico’ che se ne fa,  e l’economia – che basa il suo funzionamento dinamico su quella variabile – e’ una relazione che dipende da mille dimensioni.
Se fosse lo Stato a battere moneta quali interessi servirebbe?
che differenza fa a questo punto se e’ la BCE a battere moneta?
 Indichereste lo splendore della luna guardandovi il dito o la luce che riflette?
sempre l’attenzione dovrebbe essere spostata sugli interessi che si servono a battere moneta non al soggetto che la batte.
La funzione di battere moneta e’ quella da studiare!
ed e’ legata alle motivazioni delle scelte, agli interessi che soddisfa, alla loro ampiezza di scopo e agli obiettivi che si prefigge, all’elasticita’ con cui puo’ modificare il raggio di azione…
il processo di integrazione europea e’ avviato ormai dagli anni 50 del’900, e l’unica recriminazione che si possa fare e’ non aver mandato dei rappresentanti nazionali all’altezza del compito, sempre riflesso della qualita’ etica della classe politica e decisionale italiana.
Ma non e’ finita cosi’ Draghi e’ l’attuale Presidente della BCE non dimentichiamolo.
Ed e’ Draghi stesso che non puo’ non dire che la vicenda del MPS non e’ altro che malagestione dovuta ad attivita’ criminali. Non dimentichiamoci che la gestione di denaro puo’ avere soprattutto funzioni usuraie o di depredazione.
Ma come si fa a reggere un’intera economia basata su piccole e medie imprese dando un tale strapotere alle istituzioni finanziarie?
Ecco dove non si incontrano la morale e l’etica nella penisola che non c’e’.
Torniamo innanzitutto a quelle che il Fascismo di Mussolini aveva capito benissimo. Netta separazione delle funzioni bancarie.
Per salvaguardare l’economia reale, specie dalle mire della finanza internazionale che ci sta fagocitando adesso.
E il Fascismo, quella ‘deprecabile’ dittatura ha fatto marciare il tasso di sviluppo a quote impensabili perfino da tutti i BRIC messi insieme. Ecco la spiegazione di dissacrare il piu’ grande Statista italiano nella storia dopo forse solo Marcantonio.
Ma ideologie a parte, potremmo accontentarci di tornare a pretendere un livello di qualita’ umana dalla classe dirigente. Lasciata in balia di se stessa per troppo tempo.

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