Sam Marshall

Sabato mattina scorso, 6 aprile, incontro Sam Marshall nella sua casa che domina Queens Park nel Waverly Council dopo la sua passeggiata mattutina nel parco. E’ un uomo affascinante, dalla conversazione limpida e brillante e un educazione impeccabile. Ci offre del te o caffè, per lui bevande indispensabili alla routine quotidiana, nella family room che da sul cortile interno dove primeggia la piscina. La cucina e’ mimetizzata lungo una parete in un sistema di elementi a parete che servono anche per contenere gli strumenti atti a soddisfare le esigenze creative di tutta la famiglia…carta e colori! Le due figlie di 9 e 12 anni sono al piano superiore, si sente una splendida voce gorgheggiare, vorrei catturarla in video Sam la invita ma declina discretamente. Gli chiedo della sua vita familiare, la moglie conosciuta ad un vernissage e rivista poi in seguito, una cena e la scoperta di tanti interessi comuni, la perfetta sintonia! ad ogni modo il discorso cade inevitabilmente sulla vita quella professionale. Tra l’altro anche sua moglie e’ nel settore, come interior designer. Sam e’ un appassionato autentico e costante, mi dice che e’ dalle elementari- si ricorda di preciso la classe quarta- in cui ha preso la decisione di diventare architetto, con padre ingegnere e madre creativa, non ha mai cambiato idea un solo istante. Salta fuori che e’ bis-pronipote del Reverendo anglicano Samuel Marsden, che ho conosciuto sui libri di storia come come “the Flogging Parson”, arrivato nella colonia penale nel 1795, detestava gli irlandesi cattolici, accumulava terre che faceva lavorare ai condannati all’esilio e ai lavori forzati e divenuto magistrato fu molto criticato per le pene severissime (perfino per l’epoca) dove le frustate spesso lasciavano dissanguati i prigionieri. Lo guardo un po’ preoccupata e divertita, non gli assomiglia per niente! Resisto dunque a commentare e vado oltre. La carriera di Sam e’ brillante, il primo impiego con la piu’ grande societa’ di architettura dell’epoca, passa di progetto in progetto e diventa un associato. La “Denton Corker Marshall” e’ tra le piu’ famose societa’ di architetti in Australia con notevoli clienti internazionali. Il progetto del MCA e’ cominciato dieci anni prima, con  le prime idee di ristrutturazione e i primi bandi, ma in concreto ci ha lavorato negli ultimi 3 anni. Amo molto questa opera, il precedente palazzo era un tristissimo edificio in stile staliniano che ospitava una sorta di dogana marittima poi trasformato in museo di arte contemporanea grazie al lascito del dottor Powell, artista mediocre ma raffinato collezionista. Non aveva un aspetto accogliente e l’entrata era alquanto angusta e complessa. E’ una rivoluzione di spazi cubici che si intersecano tra loro, con aree dedicate per funzioni, dove l’educazione e’ interattiva e la penetrazione della vita sociale e’ inevitabile data la gradevolezza dell’ambiente. Non solo arte. L’architettura ha compiuto la magia di rivelarla alla gente, spesso di affari che vanno di corsa e non disdegnano di fare due passi per godersi lo spettacolo di una Sydney Cove sempre allegra e vivace. I colori scelti sono quelli che si amalgamano meglio con The Rocks ma certamente non fanno sparire l’impatto di questo edificio che e’ chiamato a nuova vita. Mi dice del giorno in cui ci siamo parlati per telefono per prendere appuntamento, era al Luna Park con le figlie, sulla riva opposta della baia. Un senso di orgoglio profondo per poter indicare alle figlie la sua creazione di cui non si puo’ essere che fieri, quanti di noi disegnano e fantasticano? sono pochi i fortunati a lasciare il segno del loro genio creativo e tantomeglio per tutti se e’ anche molto gradevole! esiste un tour virtuale in 3 D in vendita al negozio del MCA, e’ davvero fantastico! Tornando a casa di Sam, mentre siamo al piano di sopra, mi mostra le sue creature! i plastici dei progetti ai quali e’ piu’ affezionato sono esposti in una grande sala che da sul giardino retrostante la casa, piena di luce, ad un angolo una scrivania spalleggiata da una libreria che farebbe perdere interi pomeriggi solo a curiosarci dentro. Alle due pareti laterali piu’ corte sono appesi numerosi oggetti di artigianato, specie borse etniche ma anche quadri, africani, indiani, isole del Pacifico, sua moglie e’ una raffinata collezionista e devo dire che rendono l’ambiente vivo, lontano dal senso di clutter (quella sovrabbondanza disordinata che regna spesso nelle case di chi accumula ma senza troppo gusto) e anzi direi molto elegante. Si carica mentre parla, pieno di entusiasmo per quello che fa, e non si direbbe davvero un lavoro, ma una forma di soddisfacimento personale illimitato. Ottime le relazioni con i clienti, il suo segreto? saperli ascoltare in modo efficace. Gli chiedo se gli hanno mai dato carta bianca, primo accenno di risata che gli vedo illuminare il viso! NO peccato penso tra me e me. Ma ripiega subito sulla casa, anche se mi confessa che e’ stato un vero piacere collaborare in piena sintonia con la moglie per realizzarla…certamente fuori dalle statistiche sui divorzi che vedono la ristrutturazione della casa la prima causa di separazione! Mi parla a ruota libera del progetto del MCA, della sua ideazione, dello sviluppo delle idee, del contatto con la direzione del Museo. Tanto lavoro davvero, 3 anni a tempo pieno! Ci trasferiamo cosi’ a The Rocks, e dalla terrazza dell’Overseas terminal in Circular Quay, dove arrivano le navi da crociera, continuiamo la nostra amabilissima intervista. Ci comincia a piovere addosso e penso che non ho la copertina per la videocamera, mentre Sam sembra non badarci nemmeno e continua a spiegarci la sua opera. E’ davvero coinvolgente il suo racconto, fa sempre bene al cuore vedere chi sa fare un mestiere che non e’ davvero un mestiere ma un piacere intenso. E’ un professionista. Poco spazio per le distrazioni, finito il l’lavoro’ comincia il secondo lavoro: andare a vedere le mostre in giro per la citta’. Viaggi all’estero? ha visto l’Italia, era lo scopo principale del suo viaggio in Europa, ha amato anche la Spagna, piu’ della Francia. Ma la sua meta preferita e’ il Giappone, non ha esitazioni! Ma la sua mente torna inevitabilmente alla sua attivita’ di architetto, con entusiasmo puro ci cita altri suoi progetti, come quello di Camperdown. Ha scelto saggiamente il bambino. Oggi e’ un uomo completo.

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