little chats

. dimmi chi sono i tuoi nemici e ti diro’ chi sei
-per qualificarsi nemici bisogna sentircisi reciprocamente. Cerco di non dargli questa soddisfazione
. quello che non mi spiego e’ se non ci si sente nemici come mai lo si diventa?
-Rabbia, senso di ingiustizia, bisogni traditi…le emozioni chiamano reazioni
. ma la ragione non dovrebbe guidare le reazioni che le emozioni generano?
Alla fine non e’ solo una questione di forza?
Per gratificare il concetto del proprio potere?
Lo sbaglio piu’ grande che facciamo a volte e’ guardare ad una situazione pensando di interpretare i difetti e le debolezze altrui non comprendendo che spesso sono le nostre. Le stesse che sigilliamo in un codice di valori che determinano il nostro comportamento, le nostre aspettative, le nostre reazioni.
Quando si oltrepassa la decenza dell’introspezione si sconfina nella logica dell’autorita’ tirannica, dove l’unica legge che governa a quel punto e’ l’imposizione della propria posizione rispetto a quella di qualsiasi altro. Quando la propria ragione e’ l’unica ammissibile. E diventa tanto piu’ aspra e dura quanto la verita’ oggettiva e’ oscura, malsana, e ci crea disagio interiore.
Un’autorita’ serena e giusta non ha mai bisogno della violenza per affermarsi, viene spontaneamente condivisa perche’ ritenuta necessaria.
L’essere umano ha bisogno di una struttura sociale di riferimento, rispetta la gerarchia perche’ ci si sente a proprio agio, ne trae beneficio.
Quando pero’ il divario tra i privilegi di chi decide per tutti e i bisogni di chi partecipa a quella organizzazione sociale e’ sproporzionato ed evidente, allora non e’ piu’ una societa’.
E’ schiavitu’, e’ tirannia, e’ il peggior insulto alla dignita’ umana.
Nasciamo tutti da una donna, ma viviamo come se la morte sia un traguardo completamente diverso a seconda delle relazioni che intessiamo nel corso della nostra esistenza. Relazioni che sono sempre basate su rapporti di forza.
Un’anziano emigrato l’altro ieri mi ha fatto presente un consiglio datogli da sua madre: “frequenta chi ha piu’ di te e paga le spese”. E’ forse la piu’ semplice saggezza che spiega un popolo asservito per necessita’, spiega le veline e i calciatori, i leccapiedi e gli alleati. E i nemici.
I nemici che sono coloro che hanno l’assurda pretesa di un pensiero indipendente ed originale, che diventa immediatamente minaccia quando dopo attenta osservazione si comprende di non poter incapsulare e inghiottire.
Ci si sente superiori ad un nemico solo su una base: la violenza del branco.
Sul piano del pensiero e della logica si potrebbe finire sconfitti.
Non era forse il destino di un Socrate? di un Gesu’? di un chiunque abbia opposto resistenza pensante ad un sopruso dimostrabile nei fatti.
Voltaire era un grande vero: posso non essere d’accordo con il tuo pensiero, ma combattero’ fino alla morte per difendere il tuo diritto di esprimerlo.
La fine della civilta’ e’ quella in cui vieni costretto a non esprimere la tua opinione. Specie quando questa eventualita’ si basa non sull’affermazione di principi mistificati e distorti a proprio uso e consumo, ma sulla possibilita’ che quell’opinione riesca a confutarne la motivazione autentica.
Si impedisce il confronto quando e solo quando si sa che stiamo abusando della nostra posizione di potere. La consapevolezza della nostra mancanza ci porta a nascondere la realta’ ed imporre la ragione dei vincitori.
Pensate ai crimini di guerra! Gli Alleati erano perfettamente a conoscenza del genocidio che i titini stavano perpetrando per risolvere la supremazia etnica degli italiani giuliano dalmati, ma le guerre hanno costi accettabili quando risolvono problemi maggiori. Cosi’ come sapevano bene quanti milioni di persone avrebbero ammazzato con le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ma la vita del nemico e’ solo un corpo ingombrante di cui sbarazzarsi.
Ma perche’ la vendetta dei Tribunali di guerra?
Per far tacere le coscienze, per inventare un nemico mostruoso e quindi autolegittimare la propria spietata crudelta’ nel distruggerlo. Cosi’ gli italiani profughi sono diventati tutti fascisti da umiliare e respingere quando arrivavano in Patria per poi disperderli in giro per il mondo.
Cosi’ come in tempo di pace esiste un Tribunale invisibile, che pero’ non ammette mai l’elementare diritto alla difesa. Giudica e basta. Fuori dall’Ordinamento giuridico scritto, e’ capace di usare quelle regole comuni secondo l’interpretazione piu’ adeguata alle esigenze di equilibri interni. Anche li, non si giudica su principi ma su rapporti di forza. Quello non si tocca o quella si distrugge. Dove poi stia la verita’ e’ un concetto del tutto inutile.
L’unica verita’ che conta e’ quella della convenienza spiccia.
Resto perplessa. Sul genere umano in se’, sempre presumendo che gli Immortali siano umani. Facolta’ mentali superiori contano poco quando la capacita’ di accettare compromessi per raggiungere i propri scopi e’ debole.
Naturalmente faccio della filosofia, perche’ la mia immaginazione e’ fervida e si autoalimenta con la sua stessa espansiva osservazione.
Il piu’ grande delitto umano e’ la pazzia.
Perche’ la pazzia in se’ non esiste.
Esiste la strumentalizzazione che se ne fa. Cosi’ come si crea il colore del salmone negli allevamenti. Lo sentivo giusto alla radio da una nutrizionista!
Quasi quasi vado ad abitare in un motu!

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