IL DRAMMA DI ELUANA/ NON SI PUÒ DECIDERE QUANDO FARLA MORIRE

AISE Servizi del Giorno

09/02/2009 ore 15.24
Italiani nel mondo
IL DRAMMA DI ELUANA/ NON SI PUÒ DECIDERE QUANDO FARLA MORIRE – DI FEDERICA POLEGRI
SYDNEY\ aise\ – Dov’è finito il buonismo di sinistra? È mai veramente esistito? Per una volta che può trovare un’applicazione concreta in un caso umano disperato si preferisce contestare l’odiosa ingerenza della morale religiosa proposta dal Vaticano su questioni che dovrebbero essere di natura “soltanto” laica… o peggio, si invoca lo spettro del pericolo di dittatura! Ecco come la Sinistra sfrutta al massimo questa vicenda tristissima per infangare il Governo che rappresenta i valori della stragrande maggioranza degli italiani.
Ma la realtà, ciò che è ora a confronto, è qualcosa di sostanzialmente diverso, ed è molto delicato: il rapporto che ciascuno di noi ha con il mistero della vita e della morte, del senso delle malattie e delle difficoltà umane, delle prove di dolore che ci appaiono tanto ingiuste quanto imperscrutabili. Noi abbiamo visto il sorriso di Eluana in tante foto, così giovane e bella, anche se tanto tempo fa, e ci è entrata nei cuori.
Ora dobbiamo accettare l’idea che 18 anni fa questa ragazza abbia apertamente espresso la sua volontà, affermando che qualora fosse stata in condizioni tipo le attuali avrebbe preferito morire. A voi è capitato mai di cambiare idea nel corso di tanti anni di vita? E soprattutto dopo aver vissuto un’ipotetica situazione in prima persona? Quante volte vista dal di dentro, dal vissuto, una situazione ci appare diversa? Avete mai visto una persona che ha voglia di morire, come si lascia andare fino a spegnersi lentamente? Questa ragazza invece ha recentemente riacquistato funzioni importantissime come il ciclo mestruale. Sappiamo che il cervello umano ha la capacità di rigenerarsi, solo pochi anni fa invece si riteneva che il picco del suo sviluppo fosse raggiunto all’età di 3 anni di vita per poi lentamente deteriorarsi. Non è così. E sicuramente il progresso scientifico è una meraviglia che si esprime su livelli sempre più sostenuti.
Ecco, questo è un caso che sollecita la nostra capacità di porci nei confronti della vita. Del nostro atteggiamento verso un futuro a noi ignoto, della nostra capacità di sperare l’insperabile, che sola però ci dà la possibilità di raggiungere dei veri traguardi, come coloro che sopravvivono per giorni sotto le macerie causate da un terremoto o travolti da una valanga nel gelo assoluto. Eppure a volte si può arrivare a sentirsi “miracolati”. La tenacia della nostra motivazione a vivere ci salva. Già, teniamo pure fuori le credenze religiose individuali. E chiediamoci: esiste una capacità comune a tutti gli esseri umani di visualizzare qualcosa di positivo che porti alla realizzazione materiale dei suoi effetti benefici?
La volontà umana ha un fascino infinito quando innesca il meccanismo che ci consente di rispondere alle sfide poste alla nostra stessa sopravvivenza. E quando ci prende a cuore una situazione di pericolo di vita (e mi viene giusto in mente il caso di Alfredino nel pozzo artesiano), chiunque è sollecitato a fare di tutto per combattere le avversità. E più è forte la nostra predisposizione a creare, più forte sarà la nostra caparbietà a superare gli ostacoli. Questo spiega la scelta d ogni mezzo pur di salvare Eluana se si crede in tutta coscienza che sia ingiusto lasciarla morire e in modo così atroce. Quanti di noi hanno vissuto da vicino la morte dei nostri cari? Mia madre solo pochi mesi fa mi diceva “sto impazzando dalla sete” si certo anche a lei davano sedativi sempre più pesanti, ma le sue labbra secche continuavano a chiedere “acqua”.
E anche quando aveva lunghi periodi di incoscienza, lei al suo risveglio dimostrava con una lucidità spaventosa di conoscere ogni particolare di chi era stato a farle visita e perfino di commenti fatti sottovoce in un’altra stanza. Ma i genitori di Eluana non ne possono più di quella sofferenza. Vogliono che finisca. Perché è naturale che succeda. Il dolore ad un certo punto diventa insopportabile quando ci sono legami affettivi così stretti. E allora che fare? Eluana non è mia sorella, né mia figlia, né mia cugina. È una perfetta estranea. Che è però entrata nella mia vita con quel suo sorriso. E allora mi devo chiedere cosa sia giusto, nella mia opinione, per me stessa come per tutti. Ed io non posso lasciare che i suoi genitori pongano fine alla propria sofferenza nella presunzione che lei voglia morire. La mia propria sensibilità mi dice che lei sta invece cercando di dirci che vuole vivere. Nell’assenza di una volontà manifesta ed attuale si deve presumere che la scelta sia per la vita. Non per la morte. Perché l’umanità non è fondata sulla cultura della morte. Capisco il dolore dei genitori, conosco anche altri genitori in situazioni forse anche più drammatiche, so come la sofferenza ti attanagli la gioia di vivere fino a stritolarla. Ma quella ragazza aveva trovato degli angeli custodi felici di prendersene cura, io vorrei che venisse loro restituita. Morirà Eluana? Sì, come noi tutti. Ma quando lei si arrenderà e non quando un giudice di Cassazione lo avrà stabilito.
E smettiamola con gli insulti gratuiti e le strumentalizzazioni su questioni così drammatiche. La Bindi piange se Veltroni invoca il diritto dei clandestini ad essere curati comunque, in quanto esseri umani. Allo stesso tempo, Veltroni critica l’irruenza e la determinazione del Premier a cercare di impedire che questa ragazza sia sedata e lasciata morire di fame e sete sostenendo che sia irresponsabile mettere in crisi o in tensione il nostro sistema istituzionale. Io dico: che orrore! Questa Sinistra non ha nessuna coerenza nel suo tanto sbandierato “buonismo”. In politica le regole istituzionali sono catene e macchine di tortura quando non rispecchiano i valori intrinseci dell’anima del popolo che devono organizzare nel suo vivere civile, vanno migliorate continuamente, e nuove leggi promulgate, anche con urgenza, per rispondere ad una più corretta rappresentazione del sentire di un popolo. (federica polegri*\aise)
* An-Pdl Sydney

Editrice SOGEDI s.r.l. – Reg. Trib. Roma n°15771/75

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...