eutanasia volontaria

Orrore! qui in Australia sta imperversando la sollecitazione a dibattere pubblicamente  la possibilita’ di ammettere per legge che malati terminali decidano di farsi ‘suicidare’ volontariamente, scegliendo luogo ed ora del trapasso. Il ‘verde’ Jamie Parker, ex sindaco di Leichhardt e membro del Parlamento Statale sta promuovendo un incontro con la comunita’ per informarsi su questa tematica proprio all’Italian Forum! ho ancora la presunzione di pensare che essendo gli italiani a maggioranza cattolica e conseguentemente (SPERO) pro vita abbiano un non so che di rigetto per l’idea, ma dal modo in cui viene strombazzata mi viene anche difficile pensare che sia ormai sia un ‘suggerimento’ di sistema ben avviato.

Ricordo la vicenda di Eluana, tanti anni inerme, accudita amorevolmente dalle suorine che l’adoravano ma il papa’ condusse una battaglia perche’ potesse morire come sosteneva lei avrebbe voluto. Era un caso molto particolare ma non cosi’ raro, mi pare che ce ne fossero circa trecento in Italia nelle stesse condizioni.

Nei malati terminali ‘classici’ spesso e’ il dolore a farla da padrone, ma chi se la sente veramente di pensare solamente che sia ‘dignitoso’ decidere di morire? Una scelta che puo’ essere solo dettata dalla disperazione, a me sfugge il concetto di morte dignitosa. Vedo chiaro piuttosto il concetto di vita dignitosa. Ogni istante di vita e’ dignitosa, perche’ ad ogni istante un miracolo creativo puo’ accadere.

La scienza fa tanti progressi, ha fatto tantissimi progressi, cosi’ come si inventano sostanze che attaccano il funzionamento dell’organismo vivente, cosi’ si deve anche conoscere il modo di invertire il processo, ma per chi? per quanti? e per quale fine? Forse non si e’ ancora inventato l’elisir dell’immortalita’, ma molti problemi di salute seri possono essere curati.

Mi viene allora in mente la discriminazione per le cure, per la rilevanza della vita di questo o di quello, nel procedere a cure magari molto costose decidendo a chi somministrarle. Lasciando pero’ fuori coloro che ‘non servono’ o magari danno anche fastidio. Sono decisioni terrene, di umani che si reputano superiori. Ho notato che esiste una selezione non casuale ed e’ su larga scala. Non molto tempo fa in Queensland fu beccato il dottor Morte, un indiano che provocava la morte di pazienti ricoverati. A volte succede prima ancora di andare in ospedale.

I criteri selettivi sono specifici. Utilita’ sessuale e relazionale, produttivita’, simpatia, contributo creativo… meno sono attive queste componenti e piu’ la porta dell’aldila’ si spalanca. Certo suona molto esoterico ed astratto, e magari anche lo e’. Magari. Parlare pero’ di eutanasia volontaria mi fa rabbrividire. La morte dignitosa per chi? per cosa?

E le calamita’  ‘naturali’…? puo’ sembrare tutto molto ‘ordinato’, per fare pulizia in questo splendido mondo. Sono piu’ o meno dignitose quelle morti?

Un tempo forse ne sarei stata coinvolta, fino al giorno in cui soppesi accuratamente ogni aspetto e lo poni a confronto con altri. Cerchi la ragione superiore che non e’ certamente il Gesu in croce che qualcuno cerca di propinarti: “vai ti aspetta nel regno dei giusti e dei martiri!” No, c’e’ un senso molto piu’ profondo nel significato della vita. E non sono certo gli altri a poterlo stabilire, e’ d’uso strettamente personale.

Amare alla fine e’ l’unica carta vincente…

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