Le ragioni della pedofilia

Quando si parla di violenza sulle donne, la maggior parte degli uomini si eccita invece che inorridire tout court. Proprio perche’ non si e’mai chiarita la distinzione tra i sentimenti positivi che animano l’amore e  i sentimenti perversi che lo negano le violenze sessuali non riescono ad essere sradicate. Gli uomini che ricorrono alla violenza sulla scia di impulsi sessuali sono profondamente fuorviati innanzitutto da questa confusione culturale. E la ragione sociale risiede ancora nel sopruso che fa della propria posizione dominante colui che gestisce il potere. E la cosa piu’ triste e’ proprio che una donna, quando arriva ad una posizione dominante, tende a comportarsi nello stesso modo. Sembra cosi’ essere un fenomeno ‘naturale’ associare il sesso al potere, o il potere al sesso. Al suo uso e consumo. Valerie, un’amica direttrice dell’Alliance Française di Sydney di qualche anno fa, ci esprimeva la sua opinione che il sesso fosse una ‘commodity’, una sorta di merce di consumo. Aggiungerei di scambio o di misura, di ricatto o di controllo, di esaltazione o di frustrazione. Pochi vivono ancora l’intimita’come fatto concettuale del tutto personale.

L’approccio che si adotta definisce la persona. L’atto che si consuma chiarisce l’espressione esterna del proprio essere e la percezione dell’altro. E’ forse la prova piu’ importante alla quale ci sottoponiamo.  Ma viene lasciata vagare senza un criterio che educhi l’essere umano a prendere cura di questo suo bisogno essenziale e delle implicazioni che lo sottendono e che ne derivano. Forse proprio perche’ nell’immaginario collettivo questa cultura del satrapo e’ radicata nella notte dei tempi. Non e’ solo il complesso del ratto delle sabine o dello status symbol del re che lo impone. E’ proprio una mancata conoscenza dei benefici estremi che porta l’amore sessuale di qualita’ che distrugge in nuce la possibilita’ di un essere umano felice.

Ma come indurre in tentazione la cultura letteraria ad esplorare le potenzialita’ di un’amore positivo? Come sfidare l’erotismo mentale ad elevarsi ad alte mete che emarginino la brutalita’ imposta o subita? Come dedicarsi alla scoperta di orizzonti infiniti intraprendendo un viaggio senza tempo?

Mi sorprende il culto della pedofilia che si cerca di affermare a fronte dell’evidenza della sua stessa negazione del percorso positivo verso una sessualita’ meravigliosa. Ma e’ allo stesso tempo un forte indice del bisogno collettivo di fare chiarezza.

L’innocenza di un bambino e’ pura e la si desidera oltre ogni limite, tutte le volte che si e’ violentati nella propria. E’ forse un processo irreversibile? O in ogni momento della vita, a dispetto di qualsiasi esperienza fatta, si puo’ ritrovare quell’innocenza in noi stessi? Cos’e’ allora l’innocenza se non la nostra natura divina?  la relazione con il nostro partner e’ la sfida a provare il meglio di noi stessi. Mai il peggio, come avviene in chi pratica violenza su un’altro essere umano; qualsiasi forma di violenza, diretta o indiretta, esplicita o implicita. Le cause che ci uniscono diventano le cause che ci dividono quando non sappiamo vincere quella sfida, quando rinunciamo ad esporci nella nostra essenza piu’ intima con l’animo giocoso.

Cosa ci attrae? cosa ci seduce? cosa ci spinge ad appropriarci anche con la violenza e l’inganno della bellezza altrui? Cosa avvelena con manipolazione e abuso e ci fa risucchiare nella trappola del ‘controllo’? Cosa ci spinge all’estremo della vigliaccheria violando i bambini?

Le strutture mentali dei bambini non sono ancora sviluppate, seguono l’istinto naturale, sono guidati dalla curiosita’ innata, diventano la preda piu’ ambita nella quale rifugiarsi, nella quale riconoscersi, nella quale cercare sollievo a quella parte di se’ dolente da tante ammaccature prese sempre per sbaglio originario. I bambini sono fonte di energia positiva di per se’. Sono il miracolo della vita rigeneratrice, sono l’energia ‘bella’. Chi li viola e’ un vampiro, chi li adora e li rispetta accede intelligentemente alla fonte ristoratrice, quella che lenisce ogni male, quella che compie la trasformazione piu’ sana. Il mondo visto dagli occhi di un bambino e’ l’unico mondo giusto. Non a caso Pol Pot ambiva a creare uno stato di bambini come la realizzazione di Utopia, ma non e’ certo distruggendo ogni altro essere umano, specie coltivato, che avrebbe mai potuto conseguire il suo progetto. Bambini al centro della societa’, ma per essere adorati e presi come punto di riferimento e soluzione ad ogni domanda. Un ricordo flash sui bambini di Bali che sono tenuti in braccio nel primo anno di vita affinche’ non vengano contaminati dai mali del mondo e protetti per tutta la vita da questo rituale.

La miglior cura antidepressiva e’ naturale. Mettete vicino il ‘malato’ ad un ambiente di bambini, esponetelo al loro corpo di emozioni come osservatore, solo la visione e la vicinanza sono in grado di curare ogni problema emotivo. Se poi c’e’ anche interazione, sara’ il bambino o i bambini stessi ad indicare la via per accellerare i tempi di guarigione. Gesu’ lo ha detto chiaro: lasciate che i bambini vengano a me, ed era in procinto di affrontare la sua prova piu’ drammatica.

E’ l’unico senso della qualita’ del rapporto che abbiamo con i nostri figli, o qualsiasi altro bambino. Il loro comportamento nei nostri confronti indica i paletti che dobbiamo imporci per reagire noi stessi se vogliamo godere della loro energia positiva. E allora ben venga questa concezione della pedofilia, quando tiene conto che quel piccolo essere deve avere il predominio nel determinare la nostra relazione con lui/lei e in nessun altro modo ne forma. Quando si spezza quell’equilibrio si distrugge qualsiasi forma di energia positiva in loro e in noi. Ma molti pedofili non ne sono del tutto consapevoli evidentemente.

Quindi ben venga la pedofilia nel suo significato greco pais, paidos (bambino) e philìa (amicizia, affetto) e sta a significare letteralmente amore per i bambini.  Certamente da bandire invece quell’inquietante perversione  divenuta tristemente nota al pubblico come che rivela un disturbo sessuale e dell’identità di genere, di colui che avendo compiuto gia’ 16 anni manifesta un’attrazione sessuale preferenziale o unica per  bambini in eta’ pre puberale, di almeno 5 anni piu’ piccoli.  Curiosamente, la scienza psichiatrica non parla di pedofili nel caso di adulti attratti da adolescenti (eta’ superiore ai 12 anni) che hanno gia’ maturato la propria capacita’ riproduttiva dunque, piuttosto di efebofili o ninfofili.

L’eta’ del consenso dunque e’ un criterio di cultura giuridica e sociale piuttosto che clinico, resta nella sfera della responsabilita’ del senso comune  giudicare situazioni di grande disparita’ di eta’, cosa che dovrebbe allora valere anche per relazioni tra adulti con esperienza di vita molto diversa. A tal proposito mi viene da sorridere per un corteggiatore di tempo fa, che mi invito’ a colazione per sentirsi protagonista di una vita ‘attiva’ sfoggiando la mia presenza accanto a lui ma che la sua eta’ di oltre 35 anni maggiore gli costo’ il commento del cameriere: “cosa gradisce la sua bella figliola?” La sua reazione poco rassegnata all’evidenza fu sufficiente per me a declinare ogni altro invito… rendeva il sapore delle ostriche sgradevole!

Nel mondo dei grandi diventa forse un po’ ridicolo cercare di regolare i comportamenti interpersonali. E l’invadenza sarebbe ancor piu’ imperdonabile se potessimo assumere in via certa che la societa’ si occupi molto prima di educare gli individui a riconoscere le situazioni positive e distinguerle bene da quelle negative.

Politicamente ragionando, e’ rilevante il dato clinico dell’insorgenza di questa ed altre perversioni sessuali in eta’ adolescenziale, quando si attraversa quella fase molto turbolenta di presa di coscienza del se’. Per questo ritengo che sia compito imprescindibile dell’educazione scolastica rompere gli argini della classica impostazione di insegnamento di soggetti utili forse per il mondo del lavoro (quando ci riesce) ma non di quelli che ti preparano a delle relazioni sociali essenziali, quale l’educazione sessuale e psicologica e l’educazione civica.

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