il modello sociale neo fascista

Avevo creduto di essere dalla parte giusta, quella che comprendeva l’ironica amarezza di Giorgio Gaber che a sentirlo in “Mi fa male il mondo” del 1994 sembra che stia parlando del contesto attuale.

Ma nel 1994 sembrava che l’Italia avesse una chance di profonda trasformazione. Non avevamo forse tutti sperato che a fermare l’inarrestabile quanto gioiosa macchina da guerra dell’allora leader indiscusso della sinistra  bastasse quella specie di simpatico perfezionista della comunicazione di massa che provava il sorriso allo specchio prima di andare in onda?

Occhetto l’ho incontrato ad una cena in una villa di Ponza 3 estati fa. Scendeva barcollando dagli scalini e non credevo ai miei occhi, grosso e traballante, silenzioso quasi tutta la sera, un sigaro all’occorrenza, fino a distendersi su una specie di panca di muratura nel cortile e addormentarsi. Stelle dell’isola a vegliare su di lui. Una depressione inesorabile dal momento in cui la macchina da guerra si ingolfo’ e ribalto’, catapultandolo nell’oblio.

Berlusconi invece l’ho visto alla stessa distanza ravvicinata solo casualmente, sorridente e felice. Era il 2008, la mia mamma stava morendo, ed ero triste come poche volte nella vita. Silvio pero’ emanava qualcosa di speciale. Un uomo in fondo fortunato. Perche’ sfacciatamente felice. E contagiava un’emozione da fibrillazione generale, capace cioe’ di far sorridere chiunque.

Esistono delle persone che non sono al posto giusto casualmente. Sono dove vogliono essere. E chi non ce li vuole li combatte. Per una macchina da guerra rivelatasi di compensato espanso esistono tanti serpenti invisibili che si attorcigliano in una fossa pronti a colpire dalla loro folle paura l’intruso che vi venga gettato.

Quasi ventanni dopo, Giorgio Gaber non c’e’ piu’, gli altri invece sono rimasti tutti. Non e’ un mondo che consente alla sensibilita’ di chi ‘non taglia la gola al primo che passa perche’ ha troppo di suo dentro per poter abbassarsi a tanto’ di vivere a lungo. Ci sono quelli che scansano ogni emozione per autoesaltarsi, cibandosi come cannibali dei migliori, proprio perche’ non possono amarli. Gaber non poteva amare quell’accozzaglia di infami. Gaber con se stesso aveva un audience che lo amava. Gli altri possono solo incutere timore o terrore, compiendo sacrifici umani di improbabili nemici – inventati come il Bin Laden che hanno sbandierato per un decennio – per dare l’esempio. O imponendo lusinghe per un falso amore che non puo’ nascere, solo consumarsi.

Il fascismo aspirava ad essere una filosofia di vita capace di magnetizzare tante persone indirizzandole intorno ad un bene comune. Affinche’ realizzassero uno stato di benessere superiore a quanto non avrebbe mai potuto far felice il benessere strettamente individuale. Il Fascismo intriso di ideali, fino a richiedere la fede nuziale d’oro al dito per lo scopo supremo. Mi chiedo come poteva dare sollievo tutto quel ‘credo’ nello scrivere l’ultima lettera ai genitori prima del plotone dell’esecuzione alla fine della RSI, eppure ognuna di quelle parole trasuda una spiritualita’ sincera.

Ed era facile accettare un sistema gerarchico, se era animato da tali ideali irrefutabili. Oggi noi lamentiamo un vuoto assoluto di valori, per quanto fittizi ne impongano. Ma non ci liberiamo mai di chi vorrebbe alzarsi e gridare NO. Tanti piccoli Gaber senza maestro che non vogliono arrendersi al ‘nulla’ degli egoismi insensati dei potenti. 

Il Fascismo doveva essere un progetto sociale grandioso e null’altro che grandioso. Inclusivo. Giusto. Ordinato. Chiaro. Nobile.

Cosa ha rovinato il passaggio dalle intenzioni alla realizzazione? la pochezza di certi esseri umani? L’ingerenza di una monarchia regnante che si e’ poi’ rivelata una squallida famiglia di usurpatori della fiducia del loro stesso popolo. Accettare le dimissioni e decidere l’arresto dopo tutto quel tempo e il servizio reso? Per poi scappare e abbandonare tutti? Come hanno potuto?

Una dittatura il fascismo?  bella sfida per il popolo italiano, sovrastato dalla monarchia ma ancor di piu’ da un papato ‘incazzato’ per l’irrisolta questione temporale. L’obbligo di conformarsi, si ma a cosa? al dettame di quanti poteri superiori? la gerarchia religiosa, aristocratica, amministrativa e del partito nazionale fascista, oltre a quella di classe economica. Sarebbe stato giusto allora chiamare dittatura quella di un modello sociale che forse non poteva permettersi ulteriori schemi decisionali su cui discutere?

Quante decisioni giuste potevano prendersi nello stesso tempo? le cose da fare erano tante e mai come allora il potere di acquisto era notevole, in termini di qualita’ di vita prima ancora che di PIL. La sicurezza nelle strade e nelle case, il rispetto per gli anziani. La previdenza per i meno fortunati ma non quella ipocrita e dei furbi, bensi quella formativa. Cosa poteva essere quindi l’opposizione? tutti erano coinvolti in questo grande disegno fin da bambini. Ma la guerra ha fatto precipitare tutto quello che gia’ da molto prima era stato pregiudicato.

Cosa abbiamo oggi invece? la liberta’ di …pensare solo al proprio interesse facendo finta che sia per il bene comune! ecco allora che servono i governi ‘tecnici’, di ‘larghe intese’, di emergenza nazionale con tanto di salvatore della Patria… nessuna responsabilita’ oggettiva di lungo periodo nella programmazione di un modello sociale sano.

Adesso ci vorrebbe l’opposizione, un giornalismo vero, libero, che ti pubblica anche se scrivi che l’uguaglianza di genere e’ un diritto fondamentale presente nella Costituzione europea! figurati se informasse tanto da sollecitare una class action politica adeguata per far implementare politiche che lo garantiscano. Invece resta lettera morta,  uccisa da chi ora ha il potere di distorcere il tuo messaggio di riequilibrio sociale.

 Povero e’ l’uomo incapace di affrontare un dibattito con una parte avversa. Specie quando e’ la meta’ della popolazione italiana. Invoco il nuovo fascismo femminile!  Mi hanno esautorata e emarginata dal partito liberale australiano perche’ da presidente del circolo di Sydney di Alleanza Nazionale ero vista come una neofascista? orgogliosa di esserlo, come ho dichiarato durante l’incontro con la comunita’ di Annandale. Anche se il mio campaign manager di fatto, Felice Montrone mi ha impedito di rispondere alla richiesta di interviste pena espulsione immediata, provvedimento deciso dai vertici del partito giusto giusto due mesi prima.

Caro Gaber, non saranno milioni di persone a cambiare il mondo alzandosi a gridare NO. Il mondo lo cambiano solo poche persone, quelle che hanno il telecomando in mano dalla parte della regia. Puoi provare ad alzarti quanto ti pare, e strillare NO, non e’ giusto. Sai che succede? soprattutto essendo donna. Vieni massacrata in una lenta agonia. Fatta passare per pazza mentre avvelenamenti progressivi ti fanno contrarre una malattia terminale e ti conducono alla cecita’. La trama di un film horror che non si puo’ scrivere ne raccontare.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...