stelle cadenti

non ci sono per nessuno da quando sei partito

le stelle della notte non sono piu’ quel magico ponte che si arcuava al di la’ dell’equatore

a scendere sulla tua terrazza per raccogliere la neve e lanciarla di nuovo nell’acqua

come un gioco di fontane lungo il lago

la mano nella mano e il tocco del tuo dito che ferma un istante solo

il mio viso e ci posi la tua bocca

trattieni i miei capelli nei sorrisi pieni di baci spudorati

quali bugie inventerai per non restare?

sei scivolato via… e ti avevo appena stretto a me

spalle curve, passo rapido al lato della strada, e mi chiami

mi divori, ti controlli, i nervi stridono

scorbutico, scontroso, un po’ turbato, un po’ sconvolto… mi respingi

scalci urli e strepiti, occhi chiusi colpisci senza senno il rivale che ti sfida che ti agguanta che ti fiuta

solo lontani un ponte di stelle riusciamo a stare insieme

vicini e’ un baratro, tu e il tuo mondo – ed ora scappo io – che non ho piu’ il mio

le stelle sono ancora la’, piu’ luminose di prima, e il mio ponte la via lattea

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