arrivano gli aiuti umanitari: assaggia questa bombetta… Siria!

La crisi siriana e’ una di quelle sfide all’intera umanita’. Sorrido amaro alla presunzione di intervento a scopi umanitari, visto che ci sono punti di crisi nel mondo decisamente piu’ degni di attenzione per quello scopo, e facilmente risolvibili impegnando solo una piccola parte dei fondi destinati alle operazioni belliche in Siria.
E’ una crisi di sistema.
E’ l’esigenza pressante di riassetto degli equilibri di accesso alle fonti energetiche e alla distribuzione dei profitti, con tutte le implicazioni che derivano dall’adozione della moneta con la quale vengono effettuate le transazioni (causa causorum di tanti altri meccanismi che completano il cerchio della supremazia mondiale).
Il Parlamento inglese ha negato l’autorizzazione preventiva, non ha scongiurato l’intervento. Stesso per il Congress USA. Questioni di forma procedurale per esigenze di immagine democratica che accarezzi la mente dell’opinione pubblica. Stavolta tocca ad Hollande fare da boute-en-train agli altri, ma i francesi sono grandi produttori di energia nucleare, hanno un peso nella ripartizione degli utili. Dall’altro lato pero’, c’e’ uno schieramento di coloro che giustamente rivendicano spazio contrattuale.

Qual’e’ il migliore interesse dell’Italia? siamo un paese che ha un industria di trasformazione ma non ha solide fonti di approvvigionamento, pur essendo l’ENI uno dei colossi mondiali e avendo il sole che bacia la nostra terra quasi tutto l’anno.

Siamo indipendenti nelle nostre scelte? a partire dal dopoguerra siamo succubi.         Mattei ci provo’ e lo fecero saltare in aria. Craxi pure tento’, ma gli USA per spezzare il tentativo mirarono sia a Gheddafi – trascurando dettagli tipo: aerei civili usati come scudo (leggi Ustica) – che a Craxi travolto da Tangentopoli. Ricordo allora Craxi ed i socialisti li vedemmo come lo schifo degenerativo. E sicuramente la condotta privata dello stesso con il Saint Raphael come casa e l’amante potentissima, chiusa dentro tutto il tempo come la perfetta concubina, poteva lasciare a desiderare. Ma risentendo poi la sua deposizione in tribunale e rivagliando le sue scelte politiche gli devo riconoscere un grandissimo talento di uomo di Stato. Pero’ le ragioni degli interessi dei piu’ forti lo relegarono, isolato e in disgrazia, in Tunisia… e chissa’ se e’ stata del tutto naturale la causa della sua morte. Anche Berlusconi aveva provato un’opzione alternativa, con il suo amico Putin e di nuovo Gheddafi. Niente da fare. Travolti da un’insolita primavera araba.

Ha risolto il problema quel cambiamento di stagione? direi di no. Ha lasciato uno strascico d’instabilita’ che danneggia innanzitutto i paesi interessatissimi al gas e petrolio, come noi per esempio. Ha per caso offerto una soluzione alla crisi della finanza internazionale? meno che mai.

Tocca alla Siria?  siamo sicuri che non finisca come per l’Iraq con un Maliki che cerca di conciliare tutti i pezzettini del puzzle mentre imperversa l’escalation di attentati reciproci? L’intera regione ha caratteristiche conflittuali e frammentate, settarismo religioso e tribale, asti e rancori troppo caldi.  L’Iran di Rouhani sembra appena avviatosi su un sentiero nuovo di confronto dialettico con le monarchie del Golfo;  la riapertura del negoziato tra Israele e Autorità nazionale palestinese e’ gia’ azzoppata dai furori jihadisti per la repressione dei Fratelli Musulmani in Egitto; la force de frappe esterna ci risulta necessaria a risettare una Siria in corto circuito? Putin sembra rafforzato e nessuno vigila sulla strategia cinese. Sebben il lontano Chavez abbia pagato con la vita il suo tentativo di indipendenza energetica venezuelana aderente al nuovo asse energetico/monetario. Ma per quanto tempo si possono comprimere le rivendicazioni generali?

Occorre ripensare il sistema. Piu’ marcisce, piu’ costa violenza.  Difficile far ragionare gli USA che hanno sciolto le briglie con l’implosione sovietica. Fuori controllo e misura hanno intossicato il mondo intero, inventando una globalizzazione che ha, si consentito enormi profitti a pochi, ma ha anche distrutto le economie dei suoi stessi satelliti alleati tradizionali. E passando per l’economia, e’ arrivata alla societa’. Come ci si districa da questo marasma? direi di cominciare nel piccolo della nostra penisola tenendo conto pero’ delle ramificazioni nel mondo.  Una visione autonoma di lungo periodo che non escluda all’improvviso il resto dei rapporti contingenti. Riattivazione di agricoltura e allevamento locale;  approvvigionamento energetico solare per ciascuna unita’. Poi cominciare a pensare in termini di aree di baratto per sperimentare una nuova contabilita’ relativa che porti a funzioni bancarie indipendenti (se tutto salta abbiamo gia’ il nucleo iniziale in moto). La moneta e’ un veicolo convenzionale, questo tipo di contabilita’ ci farebbe riappropriare di parte della sovranita’ monetaria senza uscire dall’Euro e ci farebbe sottrarre anche al controllo totale dei grandi finanzieri che speculano sull’umanita’. E’ un sistema che gia’ esiste, basta svilupparlo finemente.

Fintantoche’ il sistema di esportazione della democrazia americano si riduce ad una tirannia militare, meglio ripensare anche al nostro ruolo e alla nostra identita’ nazionale.

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