agende e diari, memorie incise nel vuoto

Per una persona abituata a scrivere il diario e ad annotare sulle agende dettagli importanti di appuntamenti e telefonate e’ un duro colpo vederseli sottrarre e poi riapparire ‘corretti’.
Non ci si rende conto del livello sociale al quale si e’ coinvolti finche’ non spariscono quelle tracce della storia di vita e i segni sul corpo parlano piu’ di parole scritte mille volte.
Svegliarsi con un mal di fegato lacerante non e’ divertente, senti un profondo sgomento che ti attenaglia, per quanto il sole splenda e i colori brillanti gareggino con gli odori di mare, di fiori, di cucina, muoversi in questo paradiso ti fa ricordare che l’inferno non e’ poi cosi’ lontano mentre il lato oscuro degli ex amici ribolle e fermenta.
Non saro’ mai come loro, no, perché forse non sono nata così.
Non e’ solo educazione o una natura gioiosa, puo’ essere semplicemente una scelta, per non insultare me stessa.
Mi consola che comunque la vita e’ passeggera per tutti, e che l’avidità non colma la voragine di nullità eterna, ma allo stesso tempo mi stupisce il senso della morale individuale: cio’ che e’ piu’ ostinato in ciascuno di noi e’ pensare bene di sé stessi.
La radice stessa dell’atto criminale, qualsiasi esso sia, trova sempre una giustificazione in un dolore vissuto nel passato, un’umiliazione, una privazione, un sopruso. Ma la motivazione vera, solo in una molla di devastante ambizione. Un senso di sé accentratore, dove svanisce perfino il possesso come concetto definito e pertanto limitato.
Libero arbitrio di fronte alla scelta su come reagire. Occhio per occhio? la legge del taglione sembra una bilancia che non pende mai nel verso giusto.
Cos’e’ la giustizia allora?
Le alleanze consumate a dispetto di qualsiasi etica? che poi, cos’e’ l’etica di fronte all’istinto di sopravvivenza o di conquista? E’ la giustizia un ordine naturale superiore? Sulla terra e’ un’ingranaggio della storia necessario? o e’ solo l’altro aspetto dei rapporti di forza?
E’ fuori o dentro di noi?
Ne siamo parte o artefici e vittime? C’e’ perfino un’altro dubbio atroce: siamo forse noi stessi che sfidiamo la giustizia dandoci in pasto ad essa? dalle nostre paure nasce dunque il desiderio di essere puniti? dall’orrore inconsapevole della scia di sangue il pungolo affinché la redenzione sia possibile?

Com’e’ complesso l’essere umano. C’e’ chi vorrebbe vivere in pace, alimentando la propria gioia con un’inesauribile curiosità e si trova continuamente tirato per i capelli ad occuparsi delle miserie umane…

Carta canta, e senza prove non esiste giustizia arbitraria (manco con le prove a dire il vero, come insegna il marchese del Grillo), nessun fuoco che bruci nel silenzio quella carta, fara’ mai sparire l’ordine naturale. Panta rei…. anche l’imprevedibile.

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