parlando di discriminazioni…

Orlando Burcham e’ un ragazzino di 11 anni di Cessnock, microscopico paesino sulla strada della Hunters Valley, la regione di vini a 200 km da Sydney. Ha gia’ l’ambizione di diventare Primo Ministro da grande, forse indotta dalla passione politica della mamma, o meglio, una delle tre mamme che si ritrova: Cordella Troy, consigliere comunale e vice presidente della sezione locale del Partito Liberale che ha sposato Marissa l’anno scorso andando a New York (al momento ai media sembrano sconosciute le altre 2 mamme). E’ improvvisamente diventato famoso per aver scritto all’attuale Premier, Tony Abbot, per rilanciare il dibattito sul tema nozze tra individui dello stesso sesso.

Sostiene che Abbot sia stato eletto per rappresentare l’Australia e non le sue convinzioni  personali, che si restringono al concetto di matrimonio enunciato nella convenzione del 61. Secondo lui, Abbot deve essere comprensivo di questa realta’ che non ha ragione di far sentir minacciato nessuno, tantomeno lui cosa che lo aveva dichiarato tempo fa.  Sebbene l’autorevole opinione del ragazzino venga da esperienza diretta, non e’ necessariamente detto che rispecchi quella di tutti i cittadini australiani, nonostante sia potentissima la lobby di gay e lesbiche.

La sensazione e’ che sia uno spot pubblicitario per rilanciare il dibattito su un argomento delicato e piuttosto maltrattato come le nozze tra esponenti dello stesso genere, ma e’ vero che necessita di una discussione approfondita. Da una parte l’idea che la natura abbia disposto organi riproduttivi ben precisi, dall’altra ha anche consentito che due persone si innamorassero  indipendentemente da tali organi e dalla capacita’ di adoperarli per quello scopo. Inoltre, lo stato attuale delle risorse scientifiche, consente l’inseminazione artificiale. Storicamente si e’ ricorso a tanti tipi di sotterfugi, come l’uso di altre persone per poter procreare, ricordo anche il caso del ‘sacrificio’ compiuto da un componente ciascuno di una coppia di lesbiche e una coppia di gay per poter mettere al mondo dei figli, che si ritrovano con 4 genitori. Persone carinissime che ho conosciuto a Parigi anni fa, e che mi testimoniarono un sottobosco ben nutrito di questi casi.

A ben rifletterci, mi chiedo se non sia dunque semplicemente una questione culturale. E hanno ragione allora coloro che cercano di conquistarsi uno spazio di dignita’ sociale trovandosi a vivere questa condizione. Se l’istintivo disagio che si puo’ provare verso questo ‘assortimento’ si confrontasse a qualsiasi altro disagio che potrebbe causare una coppia, che so, come in un matrimonio tra un adulto e una bambina o tra due razze diverse, non ne dedurremmo forse che il ‘disagio’ altro non e’ che una misura di un valore sociale? Quanto pesa questo disagio? Quale rango assume questo valore?  E quanto la societa’ puo’ interferire su aspetti fondamentali della liberta’ di un individuo come quelli che coinvolgono sentimenti e vita intima? Forse ben poco, eppure spesso ci si arresta di solito alla sentenza: “purche’ non facciano figli!”

Perche’ no? c’e’ da meditarci profondamente per rispetto al genere umano come insieme. Il valore di questo disagio va messo alla prova. La natura avrebbe marginalizzato queste coppie se lasciata a se stessa, se la consierassimo solo dal punto di vista degli organi riproduttivi. Ma la natura in senso lato ha trovato ‘scappatoie’ a quel concetto, creando famiglie allargate come quella del ragazzino o dei francesi. Inoltre, e’ comunque una questione superata dalla disponibilita’ tecnica di agire con interventi medici. Manipolazione si, ma anche i medici fanno parte della natura! Possiamo pensare all’aspetto del profilo psicologico, che non e’ detto  sia strettamente legato al tipo di organi riproduttivi di cui si dispone piuttosto alla componente di yin e yang presenti in ciascuno di noi,  la preminenza di ciascuno puo’ prescindere dalle caratteristiche degli organi genitali. Possiamo discutere sul profilo della figura materna e paterna, ma tali ruoli sociali hanno anch’essi subito una trasformazione notevole ed evolveranno ancora.  

Paure ataviche hanno marchiato col sospetto la ‘confusione sessuale’, potenzialmente nociva – con la quale veniva, e talvolta viene, interpretata la relazione tra persone dello stesso sesso – che si sarebbe andata a riflettere sui bambini nati o affidati a queste coppie. Di nuovo, non e’ forse solo un giudizio influenzato piu’ o meno pesantemente dalla cultura appresa? gli slogan ‘omosessuali=pedofili’ che fondamento hanno? Un comportamento deleterio puo’ nascere in chiunque ed e’ spesso anch’esso frutto di condizionamenti culturali.

Vivendo in una societa’ multiculturale in quanto fortemente multietnica, sono stata esposta a opinioni genuine anche molto distanti tra loro. Spesso mi sono resa conto che siamo sottoposti ad un martellamento di moralita’ che non sempre e’ sostenibile per un benessere autentico. O se lo e’ puo’ essere molto particolare e repressivo se poi crea disfunzioni sociali. Tutto cio’ che non puo’ essere fatto alla luce del sole, ma che comunque si fa di nascosto. Caso limite il sesso a pagamento, e’ sbagliato ufficialmente per la morale ma le strade sono piene di persone che usano questo metodo per relazionarsi. E in fondo perfino il matrimonio tradizionale ha perpetrato tale concetto per secoli, laddove imponeva alla donna, dipendente economicamente, certi ‘obblighi’. Il consolidarsi dell’ipocrisia, che ci costringe a vivere di scappatoie, indica un malessere che va affrontato come priorita’ di cambiamento valoriale. Anche perche’ una stretta moralita’ fornisce enormi opportunita’ all’azione di ‘furbi’ che approfittano di chi ne e’ invece soggiogato.

Per questo motivo forse almeno la liberta’ dell’individuo in questioni cosi’ personali andrebbe protetta. Meno dogmi e piu’ chiarezza. Abolendo le discriminazioni, principio informatore della nostra costituzione. Il principio di eguaglianza non puo’ prescindere dalla considerazione che tali pregiudizi sul concetto dell’istituto del matrimonio e della famiglia stessa violano un principio sacrosanto: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Non e’ giusto percio’ una legge sul matrimonio per alcuni e non per altri. Per quanto rivoluzionaria sia culturalmente questa idea. 

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...