col cappotto

Stanotte ti ho sognato

col cappotto in piena estate

obliquo di lato sfuggente

eri lí, cosí vicino e altrove, nei boschi di verità inventate

di emozioni perverse e sentimenti mai espressi

tra noi quell’abisso di formalità, distacco e timidezza

desiderio intenso…

la ribellione è salita su, afferrata saldamente

condensa il coraggio

per fermarti solo un momento

un solo istante, voglio chiedertelo

lascia stare chi sei e chi sono

e tutti gli altri, le cose, il futuro e il passato

spazzato via il cappotto dal vento di scirocco

rispondi solo te, cosí

nudo, uomo, libero, arenato su un’isola deserta

cosa provi? ora puoi dirlo

non c’è rabbia né paura  né orgoglio e nessuno a giudicare.

sei capace di dirlo?

il cappotto vola via e ricopre la piazza e l’isola deserta, il sole e le tue parole

lo rinfili e vai via, senza risposta

 

 

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