piccola dolce Tilly

piccola dolce Tilly,

eri rimasta un fragile mucchiettino di ossa e lanetta di peli che disseminati per casa come sassolini. Con quel richiamo di vocina da passerottino  quando ti infilavi in un vicolo cieco in cerca di un posto stretto stretto che ti proteggesse. Non vedevi piu’ con i tuoi occhi ma il cuore cresceva, ti si ingrandiva ogni giorno di piu’ ad occupare tutto il corpicino.
Non immaginavo mi avrebbe emozionata cosi’ tanto perderti.
tanto da pensare a cosa avrei potuto comprarti di buono pur di farti mangiare un pochino o tenerti accoccolata come una baby appena nata, l’unica cosa che ti rasserenava.
La campanellina di Costanza al collare per segnalare il tuo passaggio quando volevi sgranchire le gambine, prima che non ti reggessero piu’ e ti facessero rotolare a pancia in su.
Certo eri carina quando comunicavamo col pensiero, ti chiamavo e ti giravi a guardarmi come a chiedere “che c’e’?”… quante volte l’abbiamo fatto?!
Ma al lavoro non potevo portarti. Una volta al mio ritorno che ti scopro? Il dispettaccio di disintegrare uno del paio di sandaletti stupendi appena comprati e ancora mai indossati, ultimo paio del negozio… cosi’ arrabbiata non mi ci avevi vista! eri talmente mortificata con quegli occhioni dispiaciuti e quell’inchino a chiedere perdono.
Ricordo i tuoi salti da acrobata al mio arrivo a casa o la gambina alzata in attesa di una conferma alla mia partenza: mi porti con te? riesco a seguirti? quell’incredibile capacita’ di intuire quanto spazio avevi per insistere e spuntarla.
E spesso ci riuscivi, trotterellando orgogliosa ovunque andassimo. Non ti piacevano molto gli altri cani, tu piccina non ti entusiasmava di farti annusare ma quanto divertiva te seguire le tracce di altri cani! come a Centennial Park per arrivare dritta alla macchina dei ranger e fermarli a colpo sicuro per chiedere di te.
La cosa piu’ elettrizzante era il tuo istinto protettivo, come li sapevi riconoscere bene i falsi amici! dritta a sbranare le loro caviglie come fossi stata una tigre. Faceva finta che gli piacessi e poi calci di nascosto… ma l’abbiamo beccato finalmente! E quella volta che un’isterica scappava per strada urlando? e chiamo’ la polizia che quando arrivo’ per chiederci se avevamo un cane, uscisti tu, trotterellando simpaticamente e affettuosamente. Scossero la testa per la perdita di tempo e salutarono.
Terribile fu quando partii per lungo tempo. Non ne volevi sapere. Per giorni ti eri appiccicata ai miei piedi e non ti staccavi un solo istante da me, per poi scappare come un razzo sotto la macchina per cercare di fermarla o schiacciarti sotto il sedile per non farti prendere. Poco ci manca e perdo l’aereo… e al ritorno? l’offesa per l’abbandono, dopo 3 mesi non mi guardavi nemmeno e mi snobbavi. Ma Costanza ti aveva saputo consolare, come quando appena arrivata nella nostra piccola famiglia e ti portava in giro per casa su un cuscino, la principessa Tilly!
Rudi avrebbe voluto un cagnone grande e non sempre andavate d’accordo! ti tormentava un po’ e qualche volta ci restava male e ti metteva dentro il rubbish bin! tutti a salvarti…
Quante cose non si capiscono quando si impara andando di fretta in questa vita e senza accorgersi che essere un’animale non significa un’esistenza inferiore o accessoria. Ha una sua importanza enorme che supera ogni idea razionale di dipendenza, responsabilita’, costo, perfino fastidio. E’ palpabile perfino adesso che sei rigida ed immobile avvolta in un asciugamano aspettando di fare una bella cerimonia tutta per te e tenerti sempre con noi nel giardino.
Davvero, non l’avrei mai detto che avresti conquistato tanto spessore in questa brevissima vita.
Mi dispiace che anche tu sia stata travolta da questi eventi, quegli idioti che ti portavano via e il cibo avvelenato. Si, avevi la tua eta’, ma anche tu vomitavi violentemente quando vomitavo anche io. E la derisione dell’amico virtuale su FB sulla fine che avresti fatto. quegli idioti ragazzacci che appena sparita si divertivano a far finta di cercare qualcosa tra le piante all’inizio del parco con la luce del telefonino per rifarmi il verso. O ancora quella mongoloide che sapeva come aprire il cancelletto laterale per poter dire che eri in strada mentre eri con me o l’altro demente che attaccava senza motivo manifesti tuoi, perduta, con una foto fatta mesi prima… che gioia avevi quando ti ritrovavamo! e quanta ansia poi se non ti trovavo subito cercandoti in casa o nel giardino.
Che strano vederti deperire cosi’ rapidamente. Pur essendo ancora cosi’ dolce ed affettusa. E’ bello pensare a quando eri giovanissima, a come ti facevamo correre nel parco dietro i nostri bambini …eri piu’ veloce di un missile con quel nasino a punta controvento! quante risate ed allegria hai portato! ci hai regalato talmente tanti momenti intensi di vita che non e’ difficile capire quanto sia bello avere un animale per amico. Piu’ bello sicuramente di un cosiddetto umano. Amicizia vera e pura, soprattutto benefica, piu’ di quanto noi umani sappiamo apprezzare tra di noi.
Quanto mi manchi gia’ Tillina!

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