una nuova strada

Tutte le volte che nella vita siamo risucchiati in situazioni che non dominiamo appare in tutta la sua forza l’energia che governa il cosmo intero. Siamo come tanti colori che vengono continuamente rimescolati in un caleidoscopio, alcuni hanno toni piu’ accesi, altri vibrazioni piu’ durature.

Non e’ sempre possibile, e certamente non necessario, comprendere lo schema superiore ma, se svuotiamo la nostra mente, appaira’ in tutta la sua chiarezza. Un luce piena di sfumature e con diversa temperatura. Poi gli attribuiamo un’interpretazione razionale che ci spiega la forza umana nelle sue espressioni e gradazioni, chi vince e chi perde, chi sa trasformare una vittoria in una sconfitta e viceversa.

Molto si gioca su quella interpretazione. Questo spiega facilmente il bisogno di controllare l’informazione e meglio ancora la smania di manipolarla. Creare informazione ha un enorme potere in se’. La conoscenza sviluppa altra conoscenza, la disinformazione confonde e rende schiavi. L’indipendenza di pensiero rende liberi e potenzialmente pericolosi. Ma ti da delle carte da giocare sul tavolo della resistenza del sistema a mantenere lo statu quo.

La scuola deve saper formare un individuo capace di pensare autonomamente, a dibattere sulle proprie argomentazioni con la sicurezza di chi le ha sviscerate a fondo e confrontate con altre visioni. Hanno una tale fortuna gli studenti di oggi ad avere google che consente loro di soddisfare qualsiasi curiosita’ senza consultare i pesanti e statici volumoni di un’enciclopedia. Una scuola che non sia mai dissociata dal mettere in pratica quel pensiero, in un ‘fare’ costruttivo e manuale! Le abilita’ creative rafforzano piu’ di ogni cosa la propria autostima e favoriscono lo sviluppo della concentrazione e la disciplina interiore. Non voglio piu’ vedere un presidente del consiglio che e’ al tavolo di confronto con i rappresentanti della seconda forza del paese e giocherella col telefonino durante la discussione per poi fare la sua entrata cool e balbuziente di chiacchiere vuote. Non e’ Parlamento quello, e’ chiacchiere da bar tra persone istruite ma che non usano il cervello per arrivare a soluzioni concrete, si fermano ai voli pindarici delle speculazioni mentali e della propria ‘importanza’ di posizione sociale mai di sostanza e contenuti. La politica ridotta a miniserie televisiva e’ un insulto alla sfida ciclopica che abbiamo davanti. Le migliori decisioni si prendono ascoltando efficacemente, soprattutto le opinioni molto diverse dalle nostre, e traducendo in azione quegli stimoli. Deve essere implementato un nuovo modello sociale, e non posso non ispirarmi al modello socio-economico del fascismo. Aveva funzionato in modo strepitoso. Col vantaggio che oggi, fatta quella esperienza, possiamo limare gli errori liberticidi del passato. Non l’anarchia che la reazione ha generato. La liberta’ va comunque incanalata, strutturata affinche’ sia creativa e non distruttiva.  Ma che nessuno mai si senta minacciato o disdegni la libera manistazione del pensiero in un confronto autentico. Tema in discussione e punti di vista da ponderare. Sintesi: un passo avanti concreto. Questa e’ leadership. Saper cogliere l’essenza di una questione e avere la capacita’ di materializzare il risultato proposto dalla sintesi dell’intelletto collettivo. 

E che Dio voglia, superiamo questa mentalita’ soffocante che attribuisce ruoli sociali ai generi e transgeneri, piuttosto che alle migliori predisposizioni di ciascun individuo. Nulla e’ piu’ deleterio e distruttivo di un credo culturale dogmatico che si ripete all’infinito. Solo sfidando la mente, svuotandola di tutte quelle sovrastrutture mentali che formano i pregiudizi, si puo’ mettere alla prova la validita’ del nostro bagaglio di convinzioni, per arrivare a sciogliere le catene della paura e del sospetto che frenano il progresso e conquistare lo stato di felicita’ naturale in cui saremo finalmente capaci di vedere la ‘luce’.

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