Unioni civili o matrimoni egualitari?

Mentre in Italia si discute di Unioni Civili, riproponiamo un breve passo del discorso al Parlamento francese della Ministra della Giustizia del governo di Jean-Marc Ayrault, Christiane Taubira-Delannon, durante la discussione del testo che due anni fa ha introdotto in Francia  il matrimonio tra persone dello stesso sesso (inclusivo della possibilita’ di adottare) con la legge  2013-404.

La Ministra Taubira, nata alla Cayenne, in Guyana Francese, si appelló ai valori piú noti della Rivoluzione del 1789, Liberté, Égalité, Fraternité – inseriti per la prima volta nella Costituzione francese nel 1958 – affinché venisse riconosciuta legalmente l’esistenza  di famiglie diverse, ovvero con genitori dello stesso genere, per garantire la sicurezza giuridica a loro e ai loro figli.
Ciò che poteva apparire come legislazione ‘speciale’ diventò così una correzione alla discriminazione contro persone nei confronti delle quali l’allora legislazione ‘generale’ non riconosceva  gli stessi diritti-doveri di ogni altro cittadino francese.
Come abilmente la Ministra Taubira sottolineò il testo presentato era di grande progresso, di grande generosità, di fraternità e di uguaglianza. Come darle torto?
Perche’ in Italia invece fatichiamo tanto ad elevarci a questi livelli?
Il sistema etico-morale cattolico, come quello di qualsiasi altro fondamentalismo religioso, e’ uno schema di regole sorrette da principi e valori a valenza dogmatica. La necessita’ di far riferimento ad una divinita’ e’ correlata all’esigenza di dare indiscutibile autorita’ a tale schema.
Nella realtà concreta, un qualsiasi schema di regole sociali e’ il presupposto stesso del potere di un gruppo sul resto della gente. Per questo motivo, tali regole necessitano sempre l’esclusione di qualcuno o qualcosa. La creazione del ‘nemico’ rafforza il controllo sul gruppo sottomesso. 
Ogni società ha la propria categoria di emarginati. Ognuna delle quali  presenta un proprio grado di ‘colpevolezza’ o di disprezzo da parte della massa, a seconda di quanto il gruppo di potere ha bisogno di giustificare la propria distanza da tale massa assoggettata. Distanza che si misura osservando il divario tra privilegi del gruppo di controllo e bisogni soddisfatti della massa. Non è una questione di regole, principi e valori culturali l’esistenza o meno di una categoria di emarginati e gli attributi che la qualificano. È solo questione di rapporti di potere. Si ha bisogno di creare un ‘nemico’ per distogliere l’attenzione della massa dal gruppo di potere, che invece si propone come difensore dell’ordine sociale.
L’invenzione più geniale di questo sistema sono i terroristi fantasmi. Osama bin Laden era l’esempio più raffinato.
Il pericolo maggiore è che su questa strada del nemico si possono incamminare anche nemici veri. Quelli che alla fine della giornata non hanno abbastanza di che vivere dignitosamente. Essendo il gruppo di potere inattaccabile, chi ne va a fare le spese è la popolazione generale, cioè la massa assoggettata.
Ma torniamo alla classica categoria di emarginati particolarmente alla ribalta in questi tempi.
Persone con orientamento sessuale diverso da quanto stabilito normale dalla convenzione che assume gli organi genitali a riferimento sono sempre esistite.  La loro condizione sociale ha conosciuto fortune alterne. Sono stati spesso osannati o perseguitati.
In entrambi i casi averli resi bersaglio assolve allo scopo.
La massa popolare non ha mai goduto dell’opportunità di accedere ad un educazione generale elevata, ma tutti hanno un esigenza fisiologica vitale che li rende familiari con le questioni sessuali. Quindi tale argomento ha facile presa sull’immaginario collettivo.
Ed è un fenomenale elemento di distrazione, ovvero di controllo della scelta dei pensieri.
La resistenza attuale all’emancipazione giuridica della categoria di persone che differiscono per orientamento affettivo dai canoni sessuali riconosciuti dallo schema etico-morale imperante, viene proprio dal gruppo di potere che ha da sempre conosciuto una tremenda influenza sul popolo: la Chiesa Cattolica Romana.
Allo stesso tempo, la stessa Chiesa fa risuonare al suo interno voci di dissenso a tale posizione uficiale. A volte addirittura cosi controverse da generale un enorme reazione emozionale da parte della massa.
Come quando si attribuisce ai bambini la responsabilità della tentazione alla pedofilia per i poveri preti e, nello stesso tempo, si insiste a condannare l’omosessuale. È come un esercizio preparatorio atto a dirigere la massa verso l’accettazione stessa di ciò che si critica ufficialmente usando un argomento molto piú grave.
La reazione indignata alla pedofilia viene incanalata per creare la sensazione di un’accusa ingiusta all’omosessualità.
È un affascinante gioco di conquista delle emozioni della collettività e, di conseguenza, del pensiero.
Non ci sono pericoli sociali se dei bambini crescono con due mamme o con due papà, tantomeno ne causa l’intimità che viene vissuta seguendo la fantasia o l’impulso giudicati individualmente piú soddisfacenti.
L’unico punto fermo per me è il consenso espresso, libero ed informato. Ed è tutto ciò che è rilevante dal punto di vista sociale.
Ogni movimento di opinione collettivo viene stimolato per altre finalità. In qualsiasi direzione lo si spinga o lo si trascini riflette il controllo di un gruppo – la Mente – sulla massa – il Popolo. Un controllo che auspico sia illuminato, ponderato ed impegnato a farsi carico delle proprie scelte politiche.
In questo quadro, anche ogni singolo individuo ha una precisa responsabilità a contribuire all’evoluzione della società, privando l’attuale metodo di controllo della sua efficacia. Liberarsi dalle reazioni emozionali accese dà all’essere umano l’occasione di conquistare una serena felicità interiore. Perché tali reazioni sono sempre provocate dallo scontro tra istinto fisiologico naturale (e benefico) e i valori di riferimento inculcati per asservire la funzione di manipolazione della massa.
Non abbiamo bisogno di un potere immenso che si autoqualifichi come rappresentante del ‘buono’ e di un suo capo vicario di una Divinità sulla Terra. Non che nella chiesa cattolica non vi sia anche una enorme parte di persone dall’animo puro. Tuttaltro! Anzi, quelle sono incoraggiate per dare fondamento al vertice e a tutta la baracca .
Così come tra tutte le famiglie esistenti troviamo genitori meravigliosi e genitori dannosi. Ma tale distinzione non si opera sulla base dell’orientamento affettivo basato su certe caratteristiche degli organi sessuali, ma su qualità personali e di coppia.
Una società civile degna di essere definita tale, può confrontare le proprie correnti di pensiero senza bisogno di avvalorarle con il ricorso al beneplacito di Divinità qualsiasi o ad adottare giochi manipolativi che causino infelicità ex lege ad una parte della sua popolazione.
E nel caso di specie, sono più che convinta che sia necessario stabilire diritti e doveri che disciplinino giuridicamente gli effetti sociali delle relazioni di qualsiasi nucleo familiare, a prescindere dal riferimento ad organi sessuali nel loro orientamento affettivo.
Il nucleo familiare forma la base della società stessa. Ed è allo stesso tempo la realtà più prossima all’individuo. Non c’è potere che sia sopravvissuto alla strumentalizzazione di questo delicato punto di raccordo.

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