Unioni civili

Nessuno si accorge di come un credo – che assume connotati di fondamentalismo religioso estremo, come quello cattolico – sia ancora così potente nelle menti condizionate fin dalla nascita della maggior parte degli italiani?
È troppo tempo che tale credo ha perso la sua natura originaria, quella spiegataci da Gesù Cristo e i suoi discepoli. Il potere assoluto si è appropriato di quella forza spirituale e ne ha fatto una maschera per i suoi intrighi.
Nel corso della Storia la Chiesa Cattolica Romana ha conquistato territori con metodi brutali, ha torturato e mandato al rogo gli oppositori del suo regime assoluto, ha causato massacri ovunque nel mondo. Infondendo terrore si è arricchito sulla credulità della gente, ha vissuto ogni eccesso e ancora oggi è una roccaforte mondiale di ogni traffico.
Eppure! eppure il sistema funziona ancora, sebbene con meno presa, perché al suo interno i buoni veri non fanno mai carriera e la gente preferisce sognare il Regno dei Cieli al cinema piuttosto che in chiesa. Tanto che il Papa ha condannato la richiesta di pagamento dei servizi offerti dai parroci… un tentativo di offerte speciali per far tornare in chiesa il popolino? Ma chi non si sente ancora un po’ in colpa o a disagio a contraddire un ministro della Chiesa quando afferma la Verità?

Le unioni civili sono il riconoscimento di diritti e doveri a formazioni familiari che sorgono spontanee nella nostra società. L’aberrante opposizione della casta dei gonnelloni lunghi in nome della ‘famiglia’ non ha nulla a che fare con il valore in sé della ‘famiglia’ come intesa per secoli.
Quella mostruosa istituzione nascondeva sotto al tappeto i figli naturali, destinava alla miseria infernale e ad ogni sopruso quelle ragazze che commettevano errori di ingenuità durante l’adolescenza e si macchiavano nel diventare madri in modo imperdonabile, condannava alla violenza quelle poverette succubi di mariti frustrati, negava ogni diritto privato alla componente femminile della coppia e  in saecula saeculorum anche pubblico, la funzione di angelo del focolare consentiva alla donna di sgobbare e mettere al mondo figli su figli, a volte perfino di non poter dare al proprio figlio il vero padre naturale, costretta a mentire per sempre e sottostare agli insulti generali per le somiglianze inevitabili.

Forse le grandi guerre hanno avuto un aspetto positivo. Irrompere nei ruoli precostituiti e costringere la categoria maschile dominante a cedere un po’ di spazio e un po’ di dignità. Con gli uomini al fronte è arrivato necessariamente il lavoro alle donne, anche a quelle non costrette a lavorare perché non erano rispettabili, o volendo lavorare non potevano essere rispettabili. Aspetti ancora pesanti.

Con una base economica indipendente arriva qualche timida rivendicazione: non subire più soprusi. Poi arrivano i movimenti pacifisti di masse di giovani e con essi una solidarietà anche sessuale. Una libertà ancora artificiale, ma generalizzata, e pertanto tollerabile o ammissibile.
Ma ci sono enormi differenze culturali tra Paesi, a seconda di quanto pesante sia l’influenza del potere religioso – qualsiasi sia la religione – sugli individui.
Nell’Italia fondamentalista cattolica gli effetti tardano a farsi sentire. Fino al 1981 era ancora vigente – ufficialmente per tutti, ancora oggi segretamente tra i più ricchi e potenti – il delitto d’onore e il matrimonio riparatore di uno stupro. Sono questioni vitali che hanno prodotto idee profondamente radicate. Così arduo scardinarle.

La famiglia istituzionale ha dato prova di non autenticità. È stata soprattutto una convenzione, e basata sulla soggezione di una delle parti contraenti.
Come donna, non mi sono mai sentita inferiore ad un uomo, anzi.
Ma quanto ho pagato durante tutta la mia vita per questo mio inestinguibile sentimento di indipendenza dallo statu quo delle ‘tradizioni’? A partire da quando ero bambina e contestavo animatamente l’atteggiamento di mio padre ossessionato dalla figura di figlio maschio, che ancora oggi rende cosi’ inquieto mio fratello. O in conflitto permanente con un ex marito, impregnato di quella cultura paterna: “se protesta, prendila a ceffoni”. Finiti poi in cazzotti in faccia, dopo essersi costruito un back up sociale inattaccabile.

Non è un istinto rivoluzionario, tutt’altro, mi considero molto conservatrice. Proprio in virtù di ciò, ho cercato disperatamente – e spesso inadeguatamente – di correggere questo punto di vista distorto, mettendo a rischio la mia stessa vita per il mio desiderio di equilibrare le posizioni sociali. Così come il nucleo familiare di base determina la società, così la società determina la qualità del rapporto intimo e personale di tale nucleo.

La visione della dominanza maschile sul mondo femminile deriva bestialmente da un’idea di potere virile. Ma è un  bluff. E’ tutto un bluff.
La realtà del potere e dei principi che detta giace soprattutto nell’organizzazione fitta dell’alleanza maschile, supportata da quel complesso ed intricato tessuto culturale prodotto da millenni di prevaricazione militare basata sulla violenza bruta. La ‘legge del branco’.
Pochi i casi di autodifesa femminile, di donne guerriere o come le monache tibetane madri delle arti marziali. Portarsi in grembo prima, e al seno poi, i figli ha certamente favorito la delega della propria forza ed astuzia ma solo in apparenza.  Sono superdonne quelle che circolano oggi. Che non sono consapevoli di esserlo. Troppo indaffarate per avere anche il tempo di rendersene conto e socializzare, di formare alleanze. Ma se vuoi il tempo, costruiscilo. La causa finale è migliorare la condizione umana. Vale ogni sforzo. Di donna o uomo che sia. Perché di armonia ne beneficiano tutti.

L’istituzione familiare – sulla quale anche il potere del fondamentalismo religioso si fondava, scandendone i ritmi e i cicli – ha subito una trasformazione sostanziale. Aborto, divorzio, emancipazione giuridica femminile. Quella ‘famiglia’ non esiste più.
Sono nate formazioni spontanee, consone alla nostra natura umana.
Nuclei che sono sempre più la base della società, nati come rapporti personali autenticamente basati su quei valori di profondo affetto, reciproca assistenza, solidarietà. Liberi da quell’aspetto altisonante di status sociale che ha condizionato la scelta e i comportamenti e ha rappresentato soprattutto interessi materiali.
Ma una volta nate, queste formazioni di coppie o famiglie hanno poi bisogno di una qualche forma di garanzia anche a livello sociale. Da qui la necessità di un riconoscimento giuridico specifico. Per questo va pensata una nuova istituzione che regoli questi rapporti. Un impianto formale di rispetto.

Le Unioni civili siano uno strumento leggero ma efficace per tutelare queste formazioni. Si dovrebbe affidare alla scienza sociologica lo studio di tali nuclei e capire in quale direzione proiettare il nostro ordinamento per poi considerare anche le posizioni conseguenti la rottura di un matrimonio, sia tra gli ex coniugi sia per i figli.
Perché non si deve cadere nella trappola di creare categorie sociali con diversi diritti e doveri quando si tratta di rapporti umani intimamente personali.
Le Unioni civili siano il raccordo di transizione verso l’eguaglianza di dignità auspicata dalla nostra Costituzione, un passo avanti per la costruzione di quella società ideale immaginata dalle menti illuminate dei padri costituenti.

Le Unioni civili vengono spesso intese come dirette alle coppie dello stesso genere e pertanto contrastate. Non farebbe male a nessuno calarsi quella benda di ottusità dagli occhi e analizzare onestamente la nostra società.
Occorre vivere all’estero per decenni per capire veramente la differenza di impostazione valoriale che pesa sugli italiani.
Tutti quegli stereotipi che formano i pregiudizi, spesso di una meschinità sconvolgente, sono il sustrato che consente di sentirsi superiori rispetto agli altri o ad intere categorie di ‘altri’. Ogni tanto si lancia una moda, su quale nemico mi scaglio contro? Negri, omosessuali, donne dalla sessualità sfacciata, disabili, poveri e da ultimi immigrati clandestini e rifugiati. Ma anche nella nostra piccola sfera, l’inquilino del piano di sopra, la collega stacanovista, l’amica sempre al centro dell’attenzione…

Qualsiasi cosa pur di attaccarsi ad un qualche principio morale che ci consenta di sentirci superiori.
Saper vendere poi questa illusione alla massa dà un immenso potere. Per questo motivo si inventerà sempre una formula per creare esseri superiori ed esseri inferiori, con criteri variabili a seconda delle esigenze del potere.
Ma sui nuclei base non si dovrebbe speculare, sono i mattoncini della costruzione della ricchezza che è poi la finalità stessa del potere.
È un bene per tutti che richiedano di essere riconosciuti legalmente. Un’esigenza che favorisce la stabilità sociale è sempre positiva, tanto meglio se si disciplinano con minor rigidità formale le formazioni spontanee di relazioni interpersonali.

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