Virginia D’Arco

Povera Virginia Raggi! la prima sindaca di Roma non si scrolla di dosso i gufi sabotatori.
Dopo il sofferto tentativo del suo predecessore Marino, abile chirurgo sui corpi umani ma non sui dinosauri amministrativi, di provare a far chiarezza sulle ruberie di bande di criminali, Roma non trova pace nemmeno con la giovane e determinata Raggi.
Quanto è difficile governare se si vuole intraprendere la strada dell’onestà.
La trappola era tesa in precedenza, prima della schiacciante vittoria alle elezioni con la firma obbligatoria di un ‘trattato di sottomissione’ al volere del Grillo. Se fai pasticci ti scarichiamo.

Un Grillo chiaramente venduto che, sepolto Casaleggio (un idealista taciturno e concreto che credeva nella forza della partecipazione  democratica alla cosa pubblica), tiene ben strette le sue piume d’oro e si scatena contro la Raggi usando la tattica del “questa è pazza”. Notizia falsa? passata durante la notte, la radio della RAI durante il giorno riprende le redini e smorza i toni.

Alla nerd piemontese Chiara Appendino, nessuno aveva fatto firmare la stessa condanna pregiudiziale e se ne era sottolineata la differenza sui media. Avvertimento trasversale ai seguaci dei poteri oscuri? Guarda caso, a poca distanza dalle elezioni, mentre alla romana non cessano di tirare i sanpietrini, alla torinese edificano un piedistallo, con relativa nomina implicita (ma non troppo) alla guida del movimento 5 stelle.

A me piacciono quelli che osano andare controcorrente. Sono energie grezze che consentono al sistema un po’ di respiro, che si pongono come fuscelli nella macchina stritolante della corruzione. Il guaio è che una stabile funzione di governo diventa quasi impossibile, scopo esatto del tartassamento. Cosa fare allora?

Virginia ha lo stesso fervore di Giovanna d’Arco e dichiara decisa “io non mollo”. Ma nemmeno i boia. Ai suoi fianchi arrivano le gomitate, come un assessore al bilancio, il De Dominicis, segnalato e subito dopo scartato. A questi erroruncoli nessuno crede, sebbene il fango complottista è sempre di moda.

La gente però la ama e, come per Marino, lo dimostra. Dal Papa lei è già stata, non rischia di essere disinvitata.
Ma potrebbe vendicare il ‘terrorista’ del potere tribale (quanto oscuro) e nominare lo stesso Marino assessore al bilancio!
Sicuramente il chirurgo saprebbe ritagliare con precisione i fondi necessari ad organizzare un ricevimento proprio per Bergoglio e poi … se la giocano a testa o croce: o farlo sbranare dalle oche del Campidoglio o dalle olgettine di lascito berlusconiano. Sulla scalinata piazzerei quel lazzarone dello pseudo marito della Sindaca, i bruttarelli raccolgono solo le briciole.

Forza Virginia! fidati del tuo istinto

 

 

 

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