nostalgia

nostalgia

pronta all’agguato

ti arrampichi eterea ed invisibile sulle nuvole leggere che solleticano la montagna

e ricadi pesante nella pioggia fitta

un tuffo libero in quel grande mare aperto di teneri pensieri

ti immergi nel presente di acqua profonda, buia e silenziosa   ma riaffiori!

prima smarrita,

e in un attimo padrona, in un respiro lungo e caldo, di tutta  l’aria del cielo

districhi dalla schiuma salata le emozioni piu’ care e le strappi all’oblio del tempo

evaporano la rabbia, la paura

mille onde ribelli rianimano la dolcezza calpestata, la gioia dimenticata

e i riflessi del sole illuminano i sogni di conquiste mai derise  

piccoli gesti innamorati sfidavano la sorte in allegria

i sorrisi del calore familiare ora puoi toccarli

per scoprire l’amicizia la annusavi

e le delusioni non bruciano piu’, come intimi segreti sono tiepida cenere  

nostalgia, mai senza di te

ed emerge tutta la bellezza della vita

in una solitudine che basta a se stessa

e restituisce ogni dubbio all’amore          

quando ti sento con me

quando ti sento con me

una leggera corrente di brezza marina pizzica sulla pelle

il sale la spruzza con la spuma di goccine gelate

e i miei capelli intrecciati nelle alghe dei fondali ondeggiano al vento

quando ti sento con me

si tormentano le labbra in cerca di un bacio

che pure mi riempie già la bocca

e le tue braccia serrano strette ogni mio respiro

quando ti sento con me

la tenerezza mi sfiora il viso

la dolcezza mi accarezza il seno

e il tuo sorriso inonda il mio sguardo

quando ti sento con me

cammino leggera e volteggio nell’anima

ti sfioro le dita lungo i petali bianchi e profumati

e lascio che il tuo pensiero mi avvolga completamente

 

uomini persi

Quando amare è per te una tale sofferenza

ti scuote l’intrigo e il dubbio ti divora

assetato di ambrosia e fiele in bocca, odi e imprechi

e sprofondi solo, nel rigetto oscuro

Se ricevi indifferenza e non tolleri esclusione

concedi il tuo rispetto o l’orgoglio ti deturpa

e rimugini pensieri, tu non parli mai di te…

Non è amore la violenza

frustrazione che ti brucia,  lo sgomento ti tormenta

trema la terra e salti in alto

lo scoppio di una passione malvissuta

Se desideri la gioia non cercarla nella rabbia

se hai bisogno di carezze non colpire ciecamente

ridi ridi e poi sghignazzi

e gelosia non scivola, ti inghiotte

pieno di rimorsi e di fantasmi te ne vai

calpestando fiorellini e mai ti volti

fermo immobile inchiodato

Abbandona la paura, la regali al vento se sorridi

e respiri tutto il cielo azzurro se lo guardi nel cuor pieno.

Mille aquile volano nell’universo

splendide di luci e di colori

ali che suonano la musica più dolce e non la senti

ma ti avvolge ad ogni passo quando gentilezza impera

Una breve vita e non la possiedi, nessuna è mai stata tua

Loro volano insieme su lontano e tu laggiù tra le tue cose.

La violenza non è amore

e finisce tutta cosí, com’è arrivata, senza altari né ricordi.

 

col cappotto

Stanotte ti ho sognato

col cappotto in piena estate

obliquo di lato sfuggente

eri lí, cosí vicino e altrove, nei boschi di verità inventate

di emozioni perverse e sentimenti mai espressi

tra noi quell’abisso di formalità, distacco e timidezza

desiderio intenso…

la ribellione è salita su, afferrata saldamente

condensa il coraggio

per fermarti solo un momento

un solo istante, voglio chiedertelo

lascia stare chi sei e chi sono

e tutti gli altri, le cose, il futuro e il passato

spazzato via il cappotto dal vento di scirocco

rispondi solo te, cosí

nudo, uomo, libero, arenato su un’isola deserta

cosa provi? ora puoi dirlo

non c’è rabbia né paura  né orgoglio e nessuno a giudicare.

sei capace di dirlo?

il cappotto vola via e ricopre la piazza e l’isola deserta, il sole e le tue parole

lo rinfili e vai via, senza risposta

 

 

e un bacio…

ho una gran voglia di baciarti

labbra rosa fresche di gioia

e assaporare il calore del tuo amore

che voglia ne ho

ritrovare un mondo di tanti sogni

e agitare lo stupore della tranquillita’

tremo dentro te

ancora, non respirare

a che serve svegliare i passanti?

questo bacio sa dell’orizzonte arancio

e l’acqua salmastra lo inonda di barche che dondolano, dondolano

se solo tu fossi qui

il chiasso dei bambini

delizia di vita

volerebbe su in montagna

spada in mano a combattere le nuvole

e la luna cadrebbe sulla terra

in questo bacio

pungente e delirante

il grande albero

Un giorno senza me

lontana dal tuo sguardo, mille pensieri corrono,

la rabbia cade nel vuoto in un tonfo sordo

dolore di perdermi … ti sorprende e mette radici in una buca profonda e oscura.

Mentre i raggi di sole scappano dalle nuvole, tuffandosi allegri nella campagna

tutto e’ così uguale e tutto e’ così diverso.

Odori e sapori si muovono come foglioline di quell’albero gia’ cresciuto,

seccato e rifiorito, forte piu’ che mai

Cerchi la rugiada della mia bocca e con i tuoi rami mi avvolgi e stringi

forte a te in silenzio, un silenzio, il lungo silenzio e il sole cala lento

L’odore dell’umidita’ della terra trova il risveglio

nel delicato cinguettio di uccellini

hanno  finalmente ritrovato casa

Nessun vento ci strapperà le membra durante la notte,

nessun temporale può più bruciare il nostro tronco

L’albero vigoroso, non e’ mai morto

l’unico albero senza tempo. Tra le fronde, pronto ad offrire frutti

l’ultimo respiro

quanta bellezza c’e’ in un respiro

puo’ racchiudere il calore del sole

e il cielo stellato di una notte scura

ci avvicina e allontana da chi amiamo e odiamo

puo’ bruciare i polmoni di chi strilla vendetta

e non sa quanto male si sta facendo

rende immobili le nuvole

e brillanti i colori dei fiori

arriva alla fonte divina prima ancora che l’acqua tocchi il fondo di una cascata

scorre tra gli alberi e mormora il tuo nome

ti respiro profondamente e mi ritrovo qui a scandirne l’intervallo tra un battito di ciglia e un saluto dolce ormai dissolto nei ricordi dimenticati

ora che ci sei

dopo aver vagato su questa terra per tre anni senza meta

sembro toccare il luogo piu’ bello mai immaginato da antica fantasia

colori brillanti e gioiosi, i fiori che accarezzano dolcemente la montagna e le onde dissetano a guardarle!

amore ti ho ritrovato al fine, felice come mai volo

in alto, di qua, di la’, come nell’acqua primordiale un pesciolino

la magia,  dei poteri che la natura mi ha concesso

riabbraccia il cosmo e sono tua

adoro le tue mani, la pelle liscia e morbida

sono mani piccole, egoiste e nervose

ordinate e agitate, come tutte le volte che ci siamo detti addio

le ritroverei ovunque, come nel conoscerti

restavo in disparte a seguirle con lo sguardo

attenta e accesa a cosa facevi con le dita

quale calligrafia solcava i sentieri dei tuoi pensieri

tu, temporale passeggero incastrato nel cielo

poi per sciocchezza camminare la’ dove erano passate le nostre orme

senza spuma quella scia, senza risacca

la voce tua soltanto a ripetere il mio nome nella mente

infrange tutte le rocce del giardino

svanito ovunque, come mai esistito, trasformando il mondo intero in te

ribellione pura, la giostra panoramica sorvola la citta’

la rugiada sulle labbra e le gambe muscolose

posso ora in questo mio presente perdermi nel sogno

 

ho bisogno di te

ho cosi’ bisogno di te, di sciogliere i capelli e seguire le loro onde nel tuo mito

divinita’ impietrita dall’aspra guerra

ho bisogno di te, di aggrapparmi al tuo scoglio dove sbatte l’acqua di piacere

unica ancora di salvezza

ho bisogno di lasciare che la brezza leggera mi trasporti, libera in volo,

mentre un gioco di prestigio ti dissolve

ho così bisogno di te che ogni volta che ti odio tormento le mie labbra

per non baciarti nell’aria vuota e inutile

ho bisogno di te e le lacrime più calde mi confondono, scavo in me per ritrovarti, opera d’arte mai così bella come nella mia fantasia

ho bisogno di te ma gelido immobile spii ogni mio dispiacere disperato, prigioniero del terrore della tua sentenza amara

ho bisogno di te, sincero, delicato, protettivo

non scordare la tua scelta tornerà di nuovo a bussare alla tua porta.

stelle cadenti

non ci sono per nessuno da quando sei partito

le stelle della notte non sono piu’ quel magico ponte che si arcuava al di la’ dell’equatore

a scendere sulla tua terrazza per raccogliere la neve e lanciarla di nuovo nell’acqua

come un gioco di fontane lungo il lago

la mano nella mano e il tocco del tuo dito che ferma un istante solo

il mio viso e ci posi la tua bocca

trattieni i miei capelli nei sorrisi pieni di baci spudorati

quali bugie inventerai per non restare?

sei scivolato via… e ti avevo appena stretto a me

spalle curve, passo rapido al lato della strada, e mi chiami

mi divori, ti controlli, i nervi stridono

scorbutico, scontroso, un po’ turbato, un po’ sconvolto… mi respingi

scalci urli e strepiti, occhi chiusi colpisci senza senno il rivale che ti sfida che ti agguanta che ti fiuta

solo lontani un ponte di stelle riusciamo a stare insieme

vicini e’ un baratro, tu e il tuo mondo – ed ora scappo io – che non ho piu’ il mio

le stelle sono ancora la’, piu’ luminose di prima, e il mio ponte la via lattea